FERRUCCIO ROSSI-LANDI E LA FILOSOFIA ANALITICA

Di Caputo
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Brugine (Padova) sono conservati i materiali autografi e la biblioteca persona-le di Ferruccio Rossi-Landi (1921-1985), che costituiscono il Fondo "Ferruccio Rossi-Landi", suddiviso in due sezioni principali: gli "Scritti autografi" e l'"Epistolario", e una sezione aggiuntiva intitolata "Materiali vari". Degli scritti autografi, che coprono un arco di tempo che va dagli anni Trenta fino all'aprile del 1985, fanno parte manoscritti e dattiloscritti originali, bozze a stampa di arti-coli, saggi e
more » ... arti-coli, saggi e volumi, dispense di corsi universitari, copie di lavoro di saggi e libri editi, dattiloscritti di traduzioni in lingue estere di alcuni lavori del filosofo. L'epistolario è composto di circa quattrocento cartelle di corrispondenza con vari interlocutori italiani e stranieri, in parte ordinate alfabeticamente e in parte radunate per argomenti. La sezione "Materiali vari" comprende invece i mate-riali riguardanti congressi e conferenze cui Rossi-Landi ha partecipato, i docu-menti concernenti i suoi rapporti con università e centri di ricerca, e varia cor-rispondenza. Alcuni degli inediti custoditi nel Fondo sono stati pubblicati in un volume dal titolo Scritti su Gilbert Ryle e la filosofia analitica, a cura di Cristina Zorzella (Il Poligrafo, Padova 2003). Si tratta di otto testi che coprono il decennio che va dal 1953 al 1963. I primi quattro costituiscono una sorta di commentario a The Concepì of Mind di Gilbert Ryle, uscito nel 1949, mentre gli altri quattro riguardano la nozione di 'assurdo'; vi compaiono inoltre alcu-ne Note che costituiscono una serrata critica al pensiero di Ryle a proposito del metodo filosofico e della teoria della mente. Completa il volume una sezione in cui sono raccolte alcune delle lettere che Rossi-Landi e Ryle si scambiarono tra il 1950 e il 1961. "Alcune di queste-dice C. Zorzella-, scrit-te durante il soggiorno britannico di Rossi-Landi sono la testimonianza del suo lavoro svolto a Oxford. L'interesse prevalente che ne emerge riguarda soprattutto i problemi di ordine teorico e tecnico incontrati da Rossi-Landi durante la traduzione del testo di Ryle. Non mancano, tuttavia, importanti considerazioni sul clima filosofico italiano di quegli anni. E altrettanto interes-santi sono le considerazioni del filosofo oxoniense su Rossi-Landi, sulla filo-sofia e sui filosofi italiani. Rossi-Landi viene descritto come uno dei pochi filo-sofi italiani interessati a comprendere la linea di ricerca intrapresa dalla filo-sofia oxoniense, quando gli intellettuali italiani sembravano piuttosto trarre ispirazione, ancora, dalla filosofia tedesca di fine Ottocento. Emerge inoltre la volontà di Rossi-Landi di dare inizio, in Italia, ad una 'filosofia linguistica' sulla scorta di quella oxoniense" (p. 193). 113 NOTTE
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