UN POETA LATINO POCO NOTO

Francesco Franchini
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Uno dei pih terribili e uno dei piii completi disastri di guerra che la storia ricordi B quello che ilimperatore Carlo V provo& nel rgqr con la tentata conquista di Algeri. Noa che non Ia movesse un'alta ragione politica e merde, che era di liberare il Mediterraneo dalle continue incursioni dei barbareschi, i quali predavano nelle terre cristiane a ne portavano via schiavi gli abitatori; nt che egli non possedesse la sicurezza della superioritk delle sue forze militari, perchk, sei anni
more » ... k, sei anni innanzi, aveva vinto a Tunisi quelle di gran lunga piii poderose che non fossero le poche che ora difendevano Algeri, e contro di queste rfvoIgeva, come allora, iI meglio dei suoi eserciti, nobilti e soldati di Spagna e d'Italia, e rinforzi di milizie tedesche, e l'apparecchio navale era ancora piii del primo grandioso e coverchiante. Ma egli volle profittare delta passeggiera tregua deltt sue guerre con ia Francia, e resistette alt'avviso dei suoi più autorevoti capitani, e in primo luogo del suo ammiraglio Andrea Doria, che sconsigliava l'impresa in una stagione in cui il mare so-leva essere assai turbato e pericoloso. Così il 18 ottobre l'armata partì da Maiorca e, sbarcati i primi reparti sul lido africano, attaccb con l'artiglieria Algeri, e s'lniziarono i combattimenti coi turchi e coi mo-reschi ; quando il 25 si levo un vento di borea cosi impetuoso t per-sistente e crescente per pia orni e notti che impedl lo sbarco non so10 del grosso dei combattenti, ma delIe armi e dei rifornimenti 'di guerra e dei viveri, e mise l'armata in balla dell'uragana e dell' inces-sante pioggia, Oltre centosessanta navi da trasporto andarono perdute, e una quindicina di navi da guerra, e innumeri furono le morti degli uomini, mentre i difensori pili si animavano, e non solo respingevano, ma selvaggiamente mettevano a morte i cristiani, non concedendo ad essi neppure Ia prigionia m n la consueta scbiavitii. L'imperatore fu sempre in mezza ai suoi combattenti e serbò costante serenita nello sbigorti-«Quaderni della "Critica" diretti da B. Croce», marzo 1950, n. 16.
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