Che cos'è il social software? Architettura delle reti e politiche del nuovo discorso scientifico 1

Francesca Donato, Marcella Aglietti, Michele Barbera, Alessandro Breccia, Carmelo Calabrò, Brunella Casalini, Matteo Alfonso, Riccardo Donato, Francesca Menchelli-Buttini, Emanuela
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«Il social software», ha affermato Clay Shirky, docente di New Media alla New York University, «è l'ala sperimentale della filosofia politica, una disciplina inconsapevole di avere un'ala sperimentale». E prosegue: «nei nostri strumenti (tools) stiamo letteralmente codificando i princìpi di libertà di parola e di libertà di espressione. Abbiamo perciò la necessità di discutere gli obiettivi espliciti di quello che stiamo sostenendo e tentando di fare, poiché si tratta di una discussione
more » ... te» 2. Ma che cos'è il social software? Con l'espressione si intendono applicazioni orientate ad aiutare la collaborazione fra gruppi che lavorano a distanza, includendo tanto le tecnologie sottostanti, quanto gli aspetti sociali implicati. Da un punto di vista tecnico, sono applicazioni che comprendono sia mezzi relativamente antichi (come le mailing list o Usenet, la cui invenzione risale agli albori di Internet) sia le più recenti piattaforme del cosiddetto Web2.0, come i blog o i wiki. Esso è riferito a numerosi modelli di interazione in cui gli utenti possono formare comunità on-line usufruendo di modelli di comunicazione "uno-a-uno" (e-mail), "uno-a-molti" (blog) e "molti-a-molti" (wiki, peer to peer). Infine, il processo di creazione del software sociale è basato su un modello "bottom-up", in cui gli obiettivi e l'organizzazione dei contenuti sono stabiliti dai membri della stessa comunità. Ma che cosa significa tutto questo, in termini socio-politici? Per rispondere a questa domanda, la rete dev'essere considerata come sistema socio-tecnico in cui gli elementi tecnologici si combinano con quelli sociali. È stato osservato che l'architettura è politica, e certamente la struttura di comunicazione determina tanto l'architettura della rete quanto la modalità di partecipazione al suo interno. Ad esempio, la legge di Sarnoff ci dice che nelle reti che obbediscono al modello uno-molti, noto anche come modello broadcast, il valore cresce linearmente con il numero degli utenti. Mentre in una rete peer to peer (molti-molti) il valore cresce secondo il quadrato del numero degli utenti, come dimostra la legge di Metcalfe. Internet è stata concepita considerando il rapporto tra reti matematiche e reti fisiche tenendo conto anche dei gruppi che condividono idee e interessi comuni. 3 Social software è dunque un'espressione complessa che non ha una semplice connotazione tecnica, ma anche culturale, sociale e, appunto, politica. Nell'intervento da cui è tratta l'osservazione in apertura, Shirky invita ingegneri del software, sviluppatori e web designer a puntare a un obiettivo pratico e assieme elevato: trovare i modi migliori per la collaborazione online, così da produrre tecnologie in grado di contribuire in modo virtuoso alla formazione culturale dei loro utilizzatori. Più in generale, il mass-mediologo li richiama a occuparsi delle implicazioni politiche delle loro applicazioni, ritenendo che sia 1 Questo articolo è stato presentato al Forum International de Philosophie Social et Politique, svoltosi presso l'Université de Toulouse Le Mirail a Tolosa il 6-10 luglio 2009. Desidero ringraziare quanti lo hanno letto, in tutto o in parte, per i consigli e gli spunti di riflessione che mi hanno offerto, in particolare: Minuto e Maria Chiara Pievatolo. Questo testo è rilasciato con una licenza Creative Commons, Attribuzione-Non Commerciale-Condividi allo stesso modo 2.5 Italia. Leggi le condizioni: 2 Si veda . 3 M. Berra, Sociologia delle reti telematiche, Laterza, Roma-Bari, 2008, pp. 17-20.
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