Origini e fallimento dell'idea di città libere dopo la prima guerra mondiale. I casi di Memel e Danzica

Giuliana Caccamo, Università Degli Studi Di Trieste
2020
Origins and failure of the idea of free cities after WWI. The cases of Memel and Danzig After WWI, free ports, autonomous statutes, wealthy towns granted by the League of Nations might seem the best solution to solve inextricable national claims. It was not just a matter of putting out fires of growing nationalism in the successor states, but it was also the need to deal with the vacuum left by the crush of huge empires. The collapse of Russia, indeed, was threatening to spread bolshevism in
more » ... ad bolshevism in Europe. The cluster of new successors states in East Europe could achieve a double purpose, the containment of bolshevik Russia in the East and of German empowerment in the West. Free access to the sea meant economical and political strengthening which was supposed to stabilize the new (or reborn) national creations. In such circumstances, it is scarcely surprising that the solution of the free cities was going to be the way to get out of the ethnical complexity in Memelland, in Danzig and also in Fiume. However, if economical growth would have been the only way to grant the survival of autonomies, the lack of mutual confidence and economical cooperation at international level and the huge national expectations would have undermined every attempt to set up a "wilsonian order" in Europe. Fiume non fu l'unica. Anche altre città nell'Europa centro-orientale sperimentarono dopo la Grande guerra forme di autonomia spinte fino all'indipendenza e può risultare quindi piuttosto stimolante soffermarsi in chiave comparativa sulle loro vicende, per tentare alla fine un ragionamento complessivo che spazi dall'Adriatico al Baltico. Ecco dunque Danzica e Memel, le città baltiche consacrate all'autonomismo dai negoziati di pace di Parigi, che presentano per molti aspetti casi simili, pur essendo la prima formalmente definita "città libera" e la seconda "territorio autonomo sotto sovranità lituana". Entrambe nacquero dall'esigenza di conciliare l'inconciliabile, ovvero interessi nazionali opposti e confliggenti, ed ambedue rappresentarono il tentativo di arginare la bulimia territoriale delle giovani nazioni sorte dal crollo degli imperi, contemporaneamente negando il diritto di autodeterminazione, che le avrebbe consegnate alla Germania sconfitta. Nondimeno, ridurre l'esperienza autonomista al mero frutto dell'ennesima alchimia escogitata dai vincitori per tenere a bada la Germania sarebbe fuorviante. La costituzione di Danzica e la convenzione che regolava l'autonomia di Memel promuovevano, in linea teorica, la piena tutela dei diritti delle minoranze e lo sviluppo
doi:10.13137/0393-6082/31066 fatcat:rgb4didinrdv5hrwdv7ebfr7ke