Il patrimonio delle clarisse di San Lorenzo in Panisperna tra XIV e XV secolo: prime indagini

Ivana Ait
2018
Il saggio affronta attraverso l'analisi di fonti documentarie, conservate nei fondi della Curia generalizia dei Frati minori, nell'Archivio Capitolino e nell'Archivio di Stato di Roma, la gestione delle proprietà fondiarie e immobiliari dell'antico e ricco monastero di San Lorenzo in Panisperna dagli inizi del XIV secolo. Risale a quel periodo il trasferimento delle clarisse per opera del cardinale Giovanni Colonna al fine di dotare il proprio casato di uno strumento utile per controllare
more » ... r controllare estesi patrimoni fondiari e immobiliari a nord-est di Roma, presso i domini dei loro diretti rivali, gli Orsini. La crescita del patrimonio mette in luce la capacità gestionale delle badesse, appartenenti a potenti famiglie romane – Sant'Eustachio, de Prefectis, Orsini, Savelli, di Vico, Conti –, talora ritiratesi in convento dopo la morte del marito. Risulta evidente l'interesse di queste casate baronali e di potenti famiglie aristocratiche a controllare la vasta ricchezza patrimoniale del monastero attraverso la presenza, specie nella funzione di badesse, di figlie, sorelle o vedove. L'incremento delle proprietà fondiarie, a seguito di donazioni pie, lasciti testamentari, acquisti e, non da ultimo, permute, dimostra l'importanza per il monastero a dotarsi di proprietà coese nei dintorni di Roma, con modalità di conduzione alimentate da un vivace spirito imprenditoriale con il ricorso a personale specializzato laico. Dalla seconda metà del Trecento si segue un passaggio decisivo, ossia una strategia insediativa rivelatrice del valore a investire all'interno di Roma: l'aumento delle proprietà immobiliari attesta una nuova attenzione da parte di alcune badesse verso le aree urbane centrali in linea con la fase espansiva della città.
doi:10.6092/1593-2214/5637 fatcat:izu34e4fgjgqzo7adny2zei26y