Ricerca azione on-line: nuovi modelli per l'innovazione e sperimentazione educativa

Antonio Calvani
1998 unpublished
INTRODUZIONE Secondo l'ipotesi che qui avanziamo, tecno-logie telematiche e ricerca azione possono coniugarsi favorendo nuovi modelli di inno-vazione e sperimentazione didattica, capaci da una parte di far proprie istanze teoriche di taglio fenomenologico ed ermeneutico, af-fermatesi sulla scia della crisi del metodo sperimentale classico, dall'altra di affrontare anche il problema della validazione dei ri-sultati tenendo sotto ragionevole controllo il problema della deformazione soggettiva dei
more » ... ione soggettiva dei dati, in cui notoriamente gli approcci quali-tativi si imbattono. Il modello che si viene affermando è quello secondo cui più attori e ricercatori operano ed interagiscono cooperativamente costruen-do un'argomentazione a più voci all'interno di una comunità più ampia che offre apporti di sostegno, approfondimento e/o confronto critico. Tra l'approccio sperimentale classico e quello fenomenologico l'integrazione tra telematica e ricerca azione può allora sfocia-re in una terza strada che vede l'attività co-noscitiva come il graduale svilupparsi di un' argomentazione razionale, emergente attra-verso un bilanciamento critico di "messe a punto" da parte di una comunità di dialogo, a livelli diversi di complessità. È questa una via che la "ricerca azione on line" dovrà me-glio delimitare, approntando impalcature adeguate e tenendo sotto controllo rischi ed inconvenienti di altro tipo che si possono ge-nerare. 1. Il problema della validazione In ogni ricerca educativa è cruciale il proble-ma della validazione. In pratica si presenta-no due possibilità: o si ammette francamente che non si è in grado di individuare criteri che permettano di attribuire maggiore o mi-nore validità e rilevanza ad una indagine o innovazione didattica e che non è possibile alcuna trasferibilità delle conoscenze da un contesto ad un altro, oppure si dovrebbe es-sere capaci di precisare i criteri che, una vol-ta soddisfatti, permettono di riconoscere ad una ricerca una sua validità "interna", ed "esterna" rispetto a ricerche che appaiono al-l'opposto meno affidabili sull'uno o/e sul-l'altro versante. E se si è propensi a prendere qualche distan-za dalla prima posizione (quella "selvaggia") diventa allora necessario andare oltre generi-che invocazioni alla "serietà" o "onestà" del-l'attore-ricercatore ecc.; tutto ciò rimane fla-tus vocis se non si traduce nell'indicazione di criteri operativi, quindi il meno possibile am-bigui, a cui corrispondano concrete procedure applicative e controlli efficaci. Ci imbattiamo così nella questione della tru-stworthiness della ricerca educativa, aspetto che in prima battuta potrebbe apparire di "vetero-epistemologia" e che all'opposto è di stringente attualità. Per quale motivo? Perché oggi è ormai evidente la crisi di quel complesso apparato teorico che ha offerto anche alle scienze umane un rassicurante mantello di "scientificità", che si indica con l'espressione di "metodologia sperimenta-le" 1. Le scienze umane manifestano ormai una sempre maggiore difficoltà a ricorrere ad essa (almeno alla forma classica in cui si è presentata). Il metodo sperimentale appare oggi coinvol-to nella più ampia crisi dei modelli "forti", ispirati al pensiero analitico, logico matema-tico, che si è intensificata negli ultimi venti anni. Teorie come quelle della complessità, del caos, dei frattali, dei sistemi autopoietici 1 Come noto in ambito sperimentale i criteri che una ricerca deve soddisfa-re sono quelli della vali-dità interna, validità esterna, affidabilità, obiettività. La validità in-terna riguarda la misura in cui variazioni in una variabile dipendente pos-sono essere attribuiti a modifiche controllate nel-la variabile indipendente; la validità esterna riguar-da la possibile generaliz-zazione attraverso misure alternative; l'affidabilità indica se le osservazioni sono stabili e relativamen-te predittive; l'oggettività è opposta a soggettività, in qualche caso è identifi-cabile con intersoggetti-vità.
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