Sulla densità dell' etere luminoso

W. Thomson
1856 Il Nuovo Cimento  
ESTRATTO W. Thomson ricorda, che secondo le determinazioni di Pouillet ]a quantit~ di calore arrivante ogni secondo sovra un piede quadrato delia superficie terresiro ~ di 0, 06 uniifi di ealore equivalenti ad 85 piedi-libbre (125 chilogrammetri per moire quadrato); ed osserva, chese ne pub dednrre il lavoro contenuto nel mote della luce in uno spazio prismatico avente un piede quadrato per base. e la veloeit/~ di propagazione della luee per altezza. Si calcola percib, cho il lavoro eontenuto
more » ... lavoro eontenuto in un miglio cubico diluce solare ~ di 12050 piedi-libbre per secondo, ossia di un cavallo ogni' tre minuti terzi (quasi 400 chilo~ammetri per socondo, e per chilometro cube). Se si eonoscesse la velocitfi di oscillazione delle molecole eretee, se ne potrebbe trarre la densith deil~etere. Infatti dimostra Thomson, speciaimente per, la luce polarizzata rettilinea e circolare, che il lavoro eontenuto in un determinate spazio ~ in ogni case minore del prodotto della massa pel quadrate della massima velocitY, che le molecole asst~mono helle varie fasi del lore mote (]i oscillazione. Nell'ipotesi, the questa velocitfi non sia the il cinquantesimo della velocit/t di propagazione della luce, ,trova Thomson, che il peso di un piede cubico di etere luminoso non pub essere minore di_ t tibbra, e quello di un miglio cu-t560, t0 l~ 9 _ tiO 6 libbra (ossia la densit/~ non pu6 bico non minore dtto~o, essere minore di 1--0-7i-. Thomson o~erva, the 1' etere ~ eertamente pifi dense di quello, che sarebbe l'aria atmost'erica nolle spazio interplanelare seeondo ]a legge di Boyle; e chela massa dell'etere riempienleil nostro sistema planetare 6 minore di quella di un pianeta.
doi:10.1007/bf02729637 fatcat:iubyajkiuzglbmrr3rb3nzkwn4