"Alone in loneliness where sorrows dwell": John Clare e i suoi lavori byroniani

Laura Forni
2004 Linguae &. Rivista di Lingue e Culture Moderne  
PREMESSA Sono passati ormai quasi centoquarant'anni dalla scomparsa del "peasant poet" John Clare , ma gran parte della sua vita rimane ancora oggi avvolta nel mistero. Egli ebbe un'esistenza molto travagliata in cui povertà, restrizioni, disillusioni e malattia, ebbero la meglio su di lui, inducendo la sua vita ad un inesorabile tracollo. La drammatica conseguenza di tutto ciò fu che nel giugno del 1837 egli fu portato presso il manicomio di High Beech di Epping Forest. Tale situazione divenne
more » ... situazione divenne per Clare davvero insostenibile, tanto che dopo quattro anni dalla sua reclusione, nel luglio del 1841, decise di scappare da quell'istituto. Nel dicembre dello stesso anno però, egli venne improvvisamente e coercitivamente portato nel General Lunatic Asylum di Northampton e lì fu costretto a finire i suoi giorni. Quello di vivere confinato in manicomio, quale che esso fosse, rimase il suo triste destino di solitudine e di abbandono per più di venticinque anni 1 . I motivi per cui Clare venne giudicato malato mentale erano molto seri: pare che egli di quando in quando prendesse a mischiare la lucidità mentale con discorsi incoerenti, che pensasse di essere un pugile, o Lord Byron, oppure l'ammiraglio 1 Questo articolo si basa su parte della mia tesi "Alone in loneliness where sorrows dwell": gli "asylum years" di John Clare, discussa il 24 marzo 2003. Quest'articolo era già in bozze quando è apparso nell'ottobre 2003 John Clare: A Biography (London, Picador) di Jonathan Bate, testo che tocca alcuni aspetti da me precedentemente analizzati.
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