Funzione didattica e descrittiva delle grammatiche dell'italiano per sordi nel Settecento

Francesca Dovetto
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1. Introduzione La discussione sul linguaggio nel corso del Settecento è caratte-rizzata da una straordinaria molteplicità di approcci: accanto alle fonti linguistiche in senso stretto, fiorisce infatti un'ampia letteratura che a diverso titolo si interessa e discute di linguaggio 1. In Italia in particola-re, i grandi temi della linguistica settecentesca, articolati essenzialmente sui rapporti tra pensiero e linguaggio e tra linguaggio e società, si intrec-ciano con i problemi posti dalla
more » ... mi posti dalla prassi della comunicazione linguistica e con la consapevolezza dell'importanza civile e politica del fenomeno linguistico. In questo contesto i manuali dedicati all'insegnamento della lingua occupano un posto di rilevante importanza e, insieme ad essi, è di non poco interesse anche il contributo offerto da alcuni manuali didatti-ci molto particolari, diretti all'insegnamento della lingua italiana, ma elaborati per soggetti non udenti. Questi manuali costituiscono innanzi tutto il riflesso, più che tra-sparente, di valori ideologici molto marcati, che condizionano profon-damente le tecniche elaborate per l'insegnamento. Ciò è particolarmente evidente nella metodologia didattica in generale, come, più in particola-re, nella sezione che questi manuali dedicano al lessico, dove emergono chiaramente i segni di condizionamenti culturali e ideologici, spesso dovuti alla formazione stessa degli autori per lo più appartenenti al cle-1 "Si tratta della utilizzazione ed elaborazione che delle teorie linguistiche correnti danno i teorici delle istituzioni, i filosofi della scienza, i filosofi morali, i teologi, i giu-risti, o anche semplicemente gli operatori culturali che delle teorie della comunicazione hanno un riscontro immediato nelle pratiche della società civile. E questa utilizzazione ed elaborazione ha spesso una ricaduta teorica importante, un effetto di accrescimento o di rivoluzione sulle teorie del linguaggio" (Formigari 1990: 75).
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