Lingue e Linguaggi MUSICA E LINGUA GIOVANE I Boom Da Bash fra plurilinguismo e repertori creativi

Alessandro Bitonti
2016 unpublished
The paper analyses a space where the linguistic repertoire joins up creativity, that's music. Specifically, the author considers the song as a creative field where some bands can reproduce linguistic structures and functions mirroring the current repertoire. The discussed case study refers to the Boom Da Bash, a band from Salento whose originality consists in the strong and deep mixture of systems in order to create texts of protest and civil commitment. In the musical production of Boom Da
more » ... tion of Boom Da Bash, the role of Italian, of dialect and of foreign languages (in particular English), along with recurring code-switchings, serve to convey ideological and identity contents in a peculiar expressive way. The described textual innovation can be considered as a productive input for the development of linguistic and cultural meta-competences of young speakers. Gioventù e ambizione camminano sempre a braccetto (M. Presta "L'allegria degli angoli", 2014). 1. Emotività e creatività linguistica È nota, in letteratura, la definizione del repertorio linguistico e del ruolo che le varietà di lingua hanno nella sua strutturazione dinamica e multidimensionale. A determinare la dinamicità dei repertori sono chiaramente i parlanti, i quali utilizzano e sfruttano le proprie risorse in maniera condivisa. Non si tratta soltanto della condivisione delle strutture, ma anche e soprattutto delle norme di impiego e delle informazioni riguardanti lo status e le funzioni delle lingue, delle varietà e dei singoli elementi linguistici (Berruto, Cerruti 2015). Il repertorio individuale non è altro che, allora, l'insieme delle varietà a disposizione del parlante che gestisce, sia in maniera attiva che passivamente, le proprie risorse. Lo stesso concetto di risorsa, come sostiene Sornicola (2013, p. 58), "è relativo alla soggettività degli individui che si trovano a comunicare, in primo luogo come parlanti e, in secondo luogo, come ascoltatori, ed è inoltre relativo ai complessi equilibri e disequilibri dell'ecologia della comunicazione di una società". La dimensione individuale, e quindi quella affettivo-emotiva, genera nei parlanti un gioco di competenze produttive e ricettive consentendo l'accesso a nuove realtà, a nuovi contenuti e a nuovi linguaggi e dando la possibilità ai sistemi di prodursi e, perché no, anche di rigenerarsi. Lo stesso Anderson conferma come l'uso di una lingua sia sostanzialmente legato a fattori affettivi: For any language, the satisfactions that count relate to the enjoyment aspects of living; fantasy, romance, tall tales that amuse, the ordinary banter that goes on between friends, the subtle and biting humor that often pervades conversation, the double talk that finds expression in gossip,
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