Cloruro di litio: è stato risolto il problema della varroa?

B Dainat, J Charrière, V Dietemann
unpublished
Un articolo pubblicato recentemente da alcuni ricercatori dell'Università di Hohenheim nella rivista «Scientific Reports» descrive una nuova sostanza tossica per il parassita varroa presentando risultati promettenti. Ogni apicoltore, professionista o amatoriale, è confrontato con il problema della varroa e non farà che rallegrarsi alla notizia di un nuovo trattamento contro l'acaro. Si tratta di un sistema rivoluzionario che segnerà la fine della varroa? Gli apicoltori potranno finalmente
more » ... no finalmente sperare di liberarsi di questo flagello in un futuro non così lontano? Diversi test eseguiti su operaie contaminate da varroa e allevate in piccole arnie hanno dimostrato un'efficacia molto buona del cloruro di litio per eliminare gli acari e una tolleranza molto buona da parte delle api adulte. Inoltre, il trattamento tramite alimentazione di 9 sciami artificiali ha raggiunto un'efficacia quasi del 90% contro la varroa, che corrisponde più o meno a quella ottenuta con il trattamento a base di acido ossalico. Il cloruro di litio potrebbe permettere di sormontare i problemi di temperatura e umidità legati all'uso di sostanze volatili come l'acido formico o gli oli essenziali e quindi garantire un'efficacia più stabile e meno rischiosa in termini di perdite di regine. Le ricerche descritte dai colleghi di Hohenheim rappresentano un ottimo punto di partenza per lo sviluppo di un nuovo prodotto di lotta contro la varroa. I prossimi passi saranno decisivi perché permetteranno di verificare l'efficacia e l'innocuità del trattamento sulle colonie che contengono covata. Questa fase potrebbe rivelarsi più complessa rispetto ai test sugli sciami. Nel caso di una colonia con covata, abbiamo bisogno di un'efficacia persistente di almeno due settimane per riuscire a colpire gli acari varroa presenti nelle celle. Si dovrà inoltre verificare che un'esposizione per una durata estesa non provochi effetti negativi sulle api adulte e sulla covata. E i residui? Il cloruro di litio è solubile nell'acqua e dunque non vi è nessun problema di accumulo di residui nella cera. Tuttavia sarà necessario verificare se l'applicazione del trattamento non provoca accumuli problematici di residui nel miele. Si dovranno prendere in considerazione anche gli eventuali effetti sull'essere umano. In realtà, questi sali sono stati usati dalla fine del XIX secolo come antidepressivi. Ultimo punto, i sali di cloruro di litio non sono biodegradabili e non possono dunque essere depositati nella natura. Si renderà dunque necessaria una valutazione del potenziale impatto sull'ambiente. Presto sul mercato? Obbiettivamente, bisognerà contare diversi anni prima che un prodotto veterinario a base di cloruro di litio sarà disponibile sul mercato. Peter Rosenkranz e i suoi colleghi di Hohenheim ne sono consapevoli e lo menzionano nell'articolo: «I risultati ottenuti finora rappresentano unicamente il primo passo, senza dubbio solo iniziale, sul cammino che porterà allo sviluppo di un prodotto veterinario utilizzabile sul campo». Ricerche a Liebefeld La soluzione migliore per controllare il problema della varroa sarebbe avere api in grado di garantire la loro sopravvivenza da sole senza l'intervento dell'apicoltore. Sono attualmente in corso diverse iniziative per selezionare un'ape con queste capacità. Il Centro di ricerche apicole di Liebefeld è anch'esso attivo in questo ambito e cerca di definire le caratteristiche misurabili e i marcatori genotipici che permettono la selezione di api resistenti all'acaro varroa. Tutti questi sforzi per trovare un equilibrio tra l'ape e il suo parassita rappresentano un lavoro a lungo termine che richiede diversi anni prima di essere completato. Fino a
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