Lingua, linguaggio, discorso nel dibattito su cultura e cittadinanza

Ilaria Tani
2013 PARADIGMI  
This essay is a contribution to the analysis of the Italian debates in the philosophy of language in the last decades. My starting point will be the current discussions on Italian Theory. This term broadly refers to strands of thinking such as pensiero vivente (Living Thought) of Esposito, pensiero radicale (Radical Thought) or operaismo (Workerism) of Virno and Hardt as well as Agamben's biopolitcs. In order to explain the Italian difference, the philosopher Roberto Esposito underlines the
more » ... underlines the centrality of notions such as "life", "history" and "bio-politics" in opposition to "language" and "subject" that are at the core of many traditions of Western Philosophy such as Critical Theory, Analytic Philosophy, Hermeneutics and Deconstruction. Although the debates in Italian Theory are apparently extraneous to the philosophy of language, it would be interesting to examine the role played by the philosophy of language within this paradigm. Hence, I wish to reconsider Esposito's insights in the light of some reflections about language developed by three Italian philosophers in the last few years: Agamben, Cimatti and Virno. Their philosophical systems allow me to reconstruct a debate characterized by grasping the close relation between language, "the biological layer of life" and "the mobile order of history". Keywords: history of the philosophy of language, Italian Theory, Roberto Esposito, life, biopolitics, history of ideas, pensiero vivente. Che cos'è l'Italian Theory? Sebbene il dibattito sulla specificità italiana sia abbastanza recente, è già possibile trovare un'ampia letteratura al riguardo. Ciò che contraddistingue questo tipo di letteratura è, tuttavia, una certa tensione interna nel determinare cosa l'Italian Theory sia e quale, se esiste, ne sarebbe la specificità. L'accusa principale rivolta a questa stessa denominazione è particolarmente utile per una prima ricognizione. L'espressione stessa di "Italian Theory" sarebbe una buona trovata pubblicitaria per la diffusione, al di fuori dei confini italiani, di una tradizione che per diverse ragioni storiche rischierebbe di rimanere ai margini rispetto a un dibattito ormai sempre più anglofono. Chiara è d'altro canto il debito di questa espressione rispetto alla cosiddetta French Theory. Questa etichetta sarebbe così una sorta di cappello identitario di una tradizione RIFL (2015) 1: 122-145
doi:10.3280/para2013-001005 fatcat:6bpculnvrrconclpqsmx7mlkja