Brucellosi umana e animale nel Calatino (CT): aspetti epidemiologici Human and animal brucellosis in Caltagirone (CT) area: epidemiological features

Pietro Bellissima, Nicola Parrinelli, Salvatore Bonfante
unpublished
Lavori originali Original articles I INTRODUZIONE L a brucellosi è una zoonosi diffusa nel mon-do con due differenti patterns epidemiolo-gici: una malattia professionale (pastori, ve-terinari, macellai) causata da Brucella abortus pre-valente nei Paesi sviluppati e una malattia non professionale (principalmente per ingestione di latte e latticini freschi contaminati), causata da Brucella melitensis più frequente nei Paesi in via di sviluppo e in alcuni Paesi mediterranei (Ita-lia, Spagna e
more » ... -lia, Spagna e Grecia) e Arabi (Kwait e Iran) [1]. La malattia rappresenta un importante problema sociale (malattia dell'uomo) ed economico (ma-lattia degli animali da allevamento) [2]. La diffusione della brucellosi umana è stretta-mente correlata alla diffusione della malattia de-gli animali che rappresentano il serbatoio natu-rale dell'infezione: l'eradicazione dell'infezione negli animali determinerebbe la scomparsa dell'infezione nell'uomo. Gli animali sani si in-fettano per via alimentare (mangimi e pascoli contaminati), attraverso la pelle (contagio diret-to) e per via sessuale (durante la monta) e poi eli-minano brucelle per molti anni [3]. Scopo del lavoro è lo studio dell'epidemiologia della brucellosi umana nel territorio di Caltagi-rone (CT) in relazione a quella riscontrata negli animali da allevamento nell'ultimo quinquennio. Il territorio di Caltagirone ha circa 100.000 abi-tanti e un'economia prevalentemente agricola con molteplici attività artigianali e con un con-sistente patrimonio zootecnico di bovini (circa 9.000 capi) e di ovi-caprini (circa 23.000 capi) di-stribuiti in oltre 350 allevamenti. I MATERIALI E METODI Vengono studiati i casi di brucellosi umana ri-coverati presso la divisione di Malattie Infettive dell'Ospedale Gravina di Caltagirone e vengono riportati i casi notificati complessivamente nella Provincia di Catania e in Sicilia negli anni 1993-97. Da precedenti indagini epidemiologiche svolte e dai dati ISTAT, i casi notificati risultano essere 1/3 dei casi effettivamente riscontrati: fre-quenti sono le forme oligosintomatiche ad an-damento cronico che non vengono diagnostica-te e molti i casi curati a domicilio [4, 5]. Vengono quindi riportati i risultati del lavoro svolto dal Servizio Veterinario del Distretto di Caltagirone dell'USL n. 3 di Catania nel pro-gramma di bonifica sanitaria degli allevamenti bovini e ovi-caprini negli stessi anni. Infine vengono confrontati i dati dei due patterns epidemiologici. Il piano nazionale di eradicazione della brucel-losi di ovini e caprini, adottato col D.M. n. 453 del 2/7/1992 , prevede il controllo, da parte del Servizio Veterinario di tutti gli allevamenti per acquisire la qualifica sanitaria di "allevamento ufficialmente indenne da brucellosi", nonché l'eradicazione della brucellosi entro 7 anni. Per quanto riguarda i bovini è il D.M. n. 651 del 27/8/1994 che stabilisce le norme relative alla re-golamentazione del piano nazionale per la era-dicazione della brucellosi. L'allevamento è ufficialmente indenne da bru-cellosi quando tutti gli animali sono esenti da manifestazioni cliniche di brucellosi da almeno 12 mesi, non ci sono animali vaccinati da alme-no 2 anni rispettivamente con REV 1 (ovi-capri-ni) o con Buck 19 (bovini) e sono state praticate 2 prove sierologiche a distanza di 6 mesi. Gli animali riscontrati batteriologicamente o sie-rologicamente positivi devono essere abbattuti, sotto controllo ufficiale, al più presto e comunque non oltre 30 giorni dalla data di notifica. Le in-dennità per l'eliminazione degli animali vanno corrisposte agli allevatori nel termine massimo di tre mesi dalla presentazione delle domande.
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