Modelli della conoscenza ed agire psicologico

Bosio & Kaneklin Romano & Quaglino, Carli
2001 unpublished
La professione psicologica versa in condizioni critiche: scollamento tra formazione e professione; livelli occupazionali quantitativamente e qualitativamente insufficienti; frantumazione e progressivo depauperamento dei livelli e dei profili di competenza; elefantiasi della dimensione psicoterapeutica; presenza di aree di contiguità e di confusività tra esercizio della professione e pratiche mimetiche a basso/nullo contenuto deontologico e di competenza (dalla cartomanzia alla psicologia
more » ... a psicologia confezione talk show); deterioramento del valore sociale del ruolo; debolezza politica, culturale ed istituzionale in rapporto ad altre professioni (in particolare nel campo della sanità pubblica, ma anche nel campo delle organizzazioni, della scuola, dei servizi sociali); sostanziale latitanza sui temi strategici di interesse nazionale. Il sistema scientifico-professionale non è rimasto immobile dinanzi ad un simile quadro. Università, Ordini, associazioni scientifiche e professionali hanno cercato in vario modo di fronteggiare i problemi in campo. Su questioni quali: la professionalizzazione della formazione (la tutela del ruolo professionale entro i contesti istituzionali (ad es. nel contesto scolastico: AAVV, 1999); l'elaborazione di modelli interpretativi e di prassi spendibili entro contesti di intervento ulteriori rispetto alla clinica (inter alia, Di Maria, 2005; Grasso, 2006), molto si è discusso e qualcosa si è fatto. Il persistere, per certi versi l'ulteriore deteriorarsi, del quadro problematico segnala tuttavia l'insufficienza delle strategie e degli sforzi fin qui messi in gioco. La tesi fondamentale alla base di questo lavoro è che tale insufficienza non derivi da un deficit di impegno o dai limiti di possibilità propri del sistema professionale, né da una condizione data ed immutabile di vincolo, quanto piuttosto dalla obsolescenza del modo di concepire la conoscenza psicologica e dunque la funzione professionale che tale conoscenza alimenta ed orienta. Il che, in altri termini, significa che lo sviluppo del sistema scientifico-professionale non è perseguibile-come sembra implicitamente accettato dai più-in termini cumulativi e reattivi rispetto alle criticità, cioè come ampliamento del repertorio di soluzioni locali di volta in volta proposte per affrontare segmenti discreti di problemi; ma richiede un salto di paradigma: una revisione degli assunti fondanti i modelli della conoscenza e dell'agire psicologico. Nelle pagine che seguono proverò ad approfondire questa tesi. In particolare, discuterò cinque temi generali, intorno ai quali ritengo ruoti la possibilità di ripensare ai nessi reciproci tra saperi scientifici e prassi professionale, dunque le prospettive di sviluppo della funzione psicologica. Le premesse epistemologiche Il sistema scientifico-professionale della psicologia opera entro una condizione generale di debole fondamento teoretico del proprio linguaggio. Tale debolezza si rispecchia nella forte contiguità tra il discorso disciplinare ed il senso comune (Gullotta, 2002). Senza pretesa di esaustività e sistematicità, segnalo di seguito alcuni dei modi con cui tale contiguità si manifesta. Sto pensando, in primo luogo, alla scarsa capacità della ricerca psicologica di pervenire a risultati controintuitivi, o comunque non scontati. Soprattutto negli ambiti entro i quali la psicologia si occupa di problemi di interesse non esclusivamente specialistico, dunque di temi sui quali anche altri attori sociali esprimono interpretazioni, la disciplina tende a produrre conoscenze che sistematizzano e/o danno fondamento empirico a ciò che già appartiene al patrimonio comune di esperienza e di senso. L'affermazione ora
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