reminiscenze classiche del don giovanni di lorenzo da ponte?

Renato Raffaelli
2018
je lisais Plaute, Térence, Aristophane, et le fragmens de Ménandre. Goldoni, Mémoires L'abate Lorenzo Da Ponte ebbe una vita piuttosto singolare e avventurosa, dalla minuscola Ceneda a Venezia, a Vienna, a Londra, a Nuova Jorca. Una parte della sua personalità e una parte, ancor più cospicua, della sua formazione culturale si plasmarono e si svilupparono, tuttavia, in modo fin troppo tradizionale -ce lo ricorda lui stesso -nei lunghi anni che trascorse in seminario. In quel periodo certamente
more » ... eriodo certamente laborioso, il giovane ebreo convertito riprese gli interrotti studi di latino 1 e giunse presto a possedere una piena conoscenza della lingua della chiesa e della cultura ufficiale. Con qualche inconveniente, però 2 : Era dunque educato anch'io alla maniera de' preti, sebbene inclinato per genio c quasi fatto dalla natura a studi diversi; di modo che all'età di diciassette anni, mentre io era capace di comporre in mezza giornata una lunga orazione e forse cinquanta non ineleganti versi in latino, non sapeva, senza commettere errori, scriver una lettera di poche linee nella mia propria lingua. Negli anni successivi, grazie anche all' arrlvo di insegnanti più freschi di studi e più aperti al nuovo', il giovane Da Ponte poté finalmente de- Presentato dall'Istituto di Civiltà Antiche. 1 Proprio all'inizio delle sue Memorie (prima edizione, in qullttro volumi, New York, 1823; qui e in seguito cito da: Lorenzo Da Ponte, Memorie. Ltbretti mozartiani, Garzanti, Milano 1976) Da Ponte racconta l'esito infelice del suo primo approccio al latino, per colpa di un rustico maestro che pretendeva d'insegnarglielo ponendogli <<in mtlno 1a grammatic'a dell'Alvaro» e battendogli forte la fronte con le nocche delle mani ogni volta che sbaglillVtl (l'Alvaro è la celebre grammlltica latina di Emanuel Alvarez, testo base nelle scuole dei Gesuiti, pubblicata per 1a prima volta nel 1572 e ristampata poi per oltre tre secoli). Meravigliandosi del poco profitto, il padre di Lorenzo si mise una volta ad osservare, non visto, i metodi del pedagogo di campagna. E quando questi cominciò a battere con le nocche in fronte il piccolo allievo, il padre «preselo ... improvvisamente per gli capelli, trascinollo fuor della camera, lo gettò giù dalla scala, gettògli dietro il calam<1io, 1a penna e l'Alvaro, e per più di tre anni non si parlò più di latino» (Memorie ... , p. 4). 2 Memorie ... , p. 5.
doi:10.14276/2464-9333.1685 fatcat:7skuhh4qubabtacankqdpwrmvi