È possibile aprire un dialogo sui problemi del futuro? Quale il ruolo di "Futuribili"?

Pietro Ferraro, Università Degli Studi Di Trieste, Università Degli Studi Di Trieste
2017
il fondatore di "Futuribili" Sommario: Pietro Ferraro, fondatore di "Futuribili" nel 1967, illustra il contesto ampio dal quale nasce la rivista: l'indispensabilità della ricerca sui possibili futuri, l'avanzato e dinamico progresso tecnico-scientifico, le sue conseguenze rivoluzionarie sulle strutture sociali. Ma considera anche il contesto contingente di un piccolo gruppo di studiosi raccolti intorno all'Istituto per le Ricerche di Economia Applicata (IREA) di Roma. E infine evidenzia
more » ... e evidenzia l'appoggio avuto da "Futuribles" francese. Gli obiettivi di "Futuribili" eviden-Abstract: Founder of "Futuribili" in 1967, Pietro Ferraro illustrates the broad context of the journal's birth -the importance of research on possible futures, the rapid advance of science and technology and its revolutionary effects on social structures. He also considers the contingent context of a small group of scholars gathered around the Istitute per le Ricerche di Economia Applicata (IREA) in Rome. He then examines the crucial support of the French jornal "Futuribles". The objectives of "Futuribili" are: establishing a broad-based dialogue, setting up interdisciplinary cooperation, forming public opinion on themes connected to the future, exchanging practical experiences, using an appropriate but simple language, opening a dialogue between Italian and foreign authors. 174 Editoriale Nei paesi più progrediti, già da tempo l'esplorazione del futuro dà luogo a una tipica attività di ricerca: sistematica, organizzata e spesso, addirittura, istituzionalizzata. L'esempio più cospicuo, anche se non del tutto isolato, al riguardo è offerto dagli Stati Uniti d'America, dove grossi enti appositamente specializzati, con imponenti gruppi di esperti e dotazioni finanziarie di rilevantissima entità si dedicano allo studio "scientifico" di quello che potrà essere il mondo del 2000 e oltre: con le sue "novità" tecnologiche, economiche, sociali; i suoi modi di vivere, pensare e agire; i suoi problemi istituzionali, organizzativi, umani, così come già oggi li si potrebbe individuare o, quanto meno, ragionatamente prevedere. Alla base di questa attività piuttosto estesa, e comunque interessata ai più disparati aspetti del possibile mondo futuro, può riconoscersi una fondamentale e sempre più chiaramente avvertita esigenza. Quella, cioè, di non farsi cogliere impreparati dal vertiginoso incalzare degli eventi e dalla rapidissima evoluzione che il progresso scientifico e tecnico sta determinando nei modi di vivere, di organizzare la vita dell'individuo e associata, di intenderne -al limite -il significato e i valori. Se è vero che il futuro «è già cominciato» e se è vero che si possiedono i mezzi per dominarlo, programmarlo o -come è stato affermato -perfino « inventarlo», ne consegue, per l'uomo odierno, il preciso dovere di dedicargli la più vigile e rigorosa attenzione. Da un lato, a scopi puramente "esplorativi": mirando, cioè, a individuare ciò che probabilmente accadrebbe sulla base di una ragionata proiezione delle tendenze oggi in atto. Dall'altro -ed inseparabilmente -a scopi più specificamente "normativi": mirando, cioè, a modificare proprio le tendenze in atto, qualora esse rivelino di poter condurre a situazioni reputate negative, pericolose, inaccettabili. La ricerca sui possibili futuri, dunque, si presenta come essenziale nel mondo odierno. E tanto più essenziale là dove più avanzato e dinamico risulta il progresso tecnico-scientifico, più esplicita la coscienza delle rivoluzionarie trasformazioni che questo determina nelle strutture sociali, più avvertita e
doi:10.13137/1971-0720/15734 fatcat:gkwipz3vcbc4baa5iw2qj7c75q