opinioni DAMA E XENON ANCORA UNA VOLTA A CONFRONTO

Gentile Direttore, Rita Cordialmente, Bernabei
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le scrivo in merito all'articolo "Dark Ladies" uscito sul Nuovo Saggiatore vol. 28, n. 3-4 a pag. 77. Premetto che: 1) Come noto anche all'autrice dell'articolo, sono professore ordinario di Fisica Nucleare e Subnucleare presso l'Università di Roma Tor Vergata e non professore di Fisica all'Università di Roma Tre, come lì riportato. 2) Avevo compreso dall'autrice che ella fosse una giovane ricercatrice che doveva preparare una presentazione per il congresso SIF di Napoli nell'ambito di un
more » ... 'ambito di un progetto europeo sulle situazioni di genere -e su ciò si era principalmente basata la nostra breve conversazione -e non un articolo per il Nuovo Saggiatore. 3) Il mio pensiero sull'argomento della presunta specificità del settore in anomalia di genere -unico punto di interesse nel nostro breve colloquio non è stato riportato. Avevo, infatti, posto all'attenzione dell'autrice che tale anomalia di fatto non esiste, essendo -oggi e almeno nel recente passatopresenti in molti campi di ricerca più donne in posizione di responsabilità, un esempio attuale per tutti: LHC. Accludo di seguito pochi dei chiarimenti necessari sul contenuto del testo per corretta informazione dei lettori del Nuovo Saggiatore e a tutela del lavoro della nostra collaborazione internazionale. La collaborazione DAMA -pioniere nel settore -ha pubblicato il primo risultato positivo indipendente da modelli nel 1998, lo ha confermato nelle pubblicazioni del 1999, del 2000 e del 2003, sempre con aumentata esposizione. Successivamente il nuovo apparato DAMA/LIBRA di seconda generazione ha ancora confermato e pubblicato i suoi risultati nel 2008 e nel 2010. DAMA/LIBRA è stato potenziato recentemente ed è in presa dati. L'evidenza -indipendente da modelli -per la presenza di particelle di Materia Oscura nell'alone galattico è a circa 9 sigma di livello di confidenza e l'esposizione è ordini di grandezza maggiore di quelle tipicamente rilasciate nel campo. Una ampia letteratura di DAMA e di altri si è resa disponibile negli anni su analisi corollarie in termini di varie delle molte possibili particelle candidate come Materia Oscura dell'Universo in vari dei molti scenari possibili di astrofisica, di fisica nucleare e delle particelle. Tali risultati non sono affatto in disputa con la recente attività Xenon, cui fa riferimento l'autrice. Infatti, DAMA persegue un approccio diverso e indipendente da modelli, utilizza un materiale bersaglio diverso, e -al contrario di altri -è di per sè sensibile a molti e diversi scenari e candidati di Materia Oscura, oltre alla classe delle WIMPs (cui afferiscono in realtà candidati con fenomenologie anche molto diverse da quella assunta a priori per il singolo risultato, dipendente da modello, presentato da Xenon). In particolare, non c'è possibilità di confronto diretto indipendente da modelli tra gli osservabili misurati dalle due attività: ampiezza di modulazione del tasso di conteggio in NaI(Tl) per DAMA e numero di candidati recoil-like in Xenon, che sopravvivono a vari tipi di data handling, per Xenon. Per ristabilire anche un po' di chiarezza scientifica, noto che le implicazioni poi dichiarate da Xenon (come da alcuni altri) si basano tra l'altro sull'assunzione a priorilargamente arbitraria -di un numero rilevante di aspetti sperimentali e teorici (natura e interazioni del candidato, leggi di scala, fattori di forma, modello di alone, ecc. e valori dei relativi parametri), senza dar conto inoltre nemmeno delle incertezze esistenti in tale particolare cucina. Le implicazioni di DAMA non sono correttamente riportate. Ci sono poi aspetti sperimentali nelle procedure adottate da Xenon -come evidenziato variamente nel campo e come ricordato dalla stessa autrice dell'articolo -che rendono questionabili i limiti presentati perfino per la singola cucina assunta. è stato mostrato in letteratura ad esempio come Xenon non abbia in realtà sensibilità per WIMPs di bassa massa -non solo nella sua cucina, ma in generale -considerata sia l'energia di rinculo coinvolta che il fatto che la pretesa soglia energetica (ed, e.g., efficienze correlate) è estrapolata da calibrazioni a energie molto più elevate nonostante i pochi fotoelettroni/keV disponibili, la risposta del rivelatore grandemente disuniforme, la luce emessa nell'estremo UV, ecc. Quindi, l'assioma proclamato in tale articolo che "Xenon esclude WIMPs dove DAMA dice che sono" è destituito di fondamento in senso generale per tutte le ragioni indicate e per molte altre sperimentali e teoriche. Inoltre, DAMA è sensibile anche a candidati e scenari cui Xenon non è. Simili affermazioni apodittiche non erano vere in passato per altri e non sono vere per Xenon; certo è singolare che stavolta siano fuori virgolettato e sul bollettino della nostra Società a carattere scientifico invece che lasciate alla responsabilità di quella collaborazione. Infine, come già mostrato in letteratura, i possibili risultati positivi di CRESST -così come quelli di CoGeNT -sono largamente compatibili con quelli di DAMA in vari scenari teorici al contrario di quanto affermato in tale articolo. Sono certa che concorderà sull'opportunità di pubblicare questa mia lettera a rettifica, nel sito del Nuovo Saggiatore e nel suo prossimo numero.
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