Teatri di guerra domestica: l'Iraq, il Terrore, l'Arte e la Rete nelle performance e installazioni di Wafaa Bilal

Cinzia Schiavini
unpublished
Domestic Tension: il progetto 4 maggio 2007: Wafaa Bilal, artista iracheno che ha ottenuto nel 1992 lo status di rifugiato politico negli Stati Uniti, si confina in una stanza di trentadue piedi per quindici della Flatfile Gallery di Chicago. La stanza è fornita di un letto, un tavolo, un computer: per trentun giorni Bilal vivrà lì dentro, 24 ore su 24, sotto l'occhio di una telecamera collegata a internet, e sotto il fuoco di una pistola caricata a palle di pittura che gli utenti da casa
more » ... tenti da casa possono direzionare e far sparare, usando Bilal come bersaglio. La performance/esperimento conterà ottanta milioni di accessi internet da centotrentasei diversi paesi e oltre sessantacinquemila capsule di vernice mi-rate all'artista, che ha come unica protezione una visiera e un piccolo schermo di plexiglass dove ripararsi per scrivere al PC, partecipare alla chat, e dormire. La performance di Bilal intende essere uno studio, una riflessione sul legame fra la tecnologia, la violenza, lo spettacolo, l'etica, la guerra al terrore e la sua (per molto tempo) astrattezza e intangibilità, almeno agli occhi di molti occidentali che vivono nelle safe zones. Come spiega Bilal, Domestic Tension voleva essere una testimonianza provocatoria sulla natura della tecnologia della guerra moderna, in cui un soldato seduto comodamente al sicuro a un computer da qualche parte negli Stati Uniti può sganciare una bomba causando morte e devastazione in luoghi remoti, senza assolutamente alcuna connessione né fisica, né psicologica ai propri bersagli. Aveva anche lo scopo di mettere in luce gli effetti de-umanizzanti sui cittadini statunitensi, a cui il governo nasconde gli orrori veri della campagna in Iraq, e le cui vite proseguono senza preoccuparsi della de-vastazione e della distruzione perpetrata in loro nome. Come potrebbe essere dover guardare in faccia e cercare di "uccidere" il proprio target iracheno? Che tipo di crisi potrebbe provocare? 1 L'idea del progetto si lega a due eventi distinti, ma saldamente legati del passato dell'artista: la morte del fratello nel 2004 a un posto di blocco vicino Kufa, la città natale, ucciso in un bombardamento statunitense, e l'intervista, trasmessa dalla TV americana nel 2007, a una donna soldato addetta a sganciare bombe a distanza da una postazione in Colorado. "Il reporter le chiese se aveva qualche dubbio o rimorso su quello che stava facendo. Lei rispose allegra che si fidava degli ordini e delle informazioni che aveva dai suoi superiori. Mio fratello è stato ucciso dall'e-splosivo sganciato da un elicottero americano giunto in volo dopo che un drone senza pilota aveva fatto una ricognizione della zona". 2
fatcat:yud4r5fekzhx3asfkagc3wdk2e