Sul raffreddamento dei gas per rarefazione

Giovanni Cantoni
1867 Il Nuovo Cimento  
2"27 $UL R~FFB.EI)DAMENTO I)EI GAS PER R~,REFAZIONE; r~OTA DI~L PROF. GIOVANNI CANTONI. Ancor dopo le celebri sperienze di Joule, di Regnault, di Hirn e di Tyndall, tendeuti a dimostrare che un gas non muta di temperatura col mutate di volume, qualora non intervenga alcun lavoro esterno od interno, non sar."~ forse inutilc l'aggiungerne nitro, perch6 questo imporLa~te principio viene imperfettamente dichiarato in alcuni dei pif~ divulgati manuali di fisica, e perch6 molte delle prcdctte
more » ... e non sono facili a ripetersi col limitati mezzi degli istituti di istruzione secondaria. Gi~t Gay-Lussac 0825)~ e molto dopo Favre e Silbermann (t853) avevano rieonosciuto cho la variazione di tem?eratura offerta da un dato termometro, nell'atto in cui si x aria la densigh ,:li an gas, riesce tanto maggiore quaint' 6 maggiore la densifft stessa, sebbene in ogni prova si produca uaa eguale variazione nella pressione, cio~ sebbene si ritenga sempre lo stesso rapporto fra la densitb, iniziale e la finale del gas in ciascuna prova. Ora~ questo fatto non I)oteva conciliarsi colla x'ecchia dottrina, sccondo la quale, s' interpretavano codeste variazioni di temperatura coq u~a ipotetica variazione ncll~t capacith calorifica del gas, correlativa atle variazioni nella sun densitb.. Si credette l)erb chela preaccennata differenza nella mutazione di temperatura rclativa al valore assoluto della den-
doi:10.1007/bf02898667 fatcat:vny4mft4bfb5vffj6zoieqektu