HUSSERL SECONDO JEAN-LUC MARION

Stefano Cazzanelli
unpublished
La definizione delle Logische Untersuchungen del 1900-1901 come opera d'inizio è dello stesso Husserl: nella prefazione alla seconda edizione, scritta nel 1913, afferma infatti: «le Ricerche Logiche furono per me un'opera di rottu-ra, e quindi non un punto di arrivo, ma un inizio» 1. Se si tiene conto del fatto che in questo scritto la fenomenologia husserliana non presenta ancora alcun tipo di riduzione, la quale verrà sviluppata solamente nel 1907 con L'idea del-la fenomenologia, né
more » ... logia, né un'impostazione genetica, la quale vedrà la luce solo a partire dal 1918 con le Analysen zur passiven Synthesis, s'è tentati d'interpre-tare questo "inizio" come una semplice scintilla, ampiamente superata dagli sviluppi posteriori della riflessione di Husserl. Eppure tutto il pensiero husser-liano, sino alle ultime evoluzioni contenute nella Crisi delle scienze europee e la fenomenologia trascendentale, è assillato da questa origine a cui continua-mente fa riferimento e ritorna. Sorge quindi spontanea una domanda: in cosa propriamente consiste tale "rottura"? Verso cosa apre? Questa è l'interrogazio-ne che segna l'incipit di Réduction et donation, il primo libro della trilogia dedi-cata da Marion alla fenomenologia della donazione 2 , da cui si cercherà di far-si accompagnare per l'interpretazione dell'opera husserliana. In linea generale si potrebbe rispondere che nelle pagine delle sei Ricerche Lo-giche è contenuta quella correlazione tra soggetto ed oggetto che nelle opere successive sarà arricchita ma mai mutata nella sostanza. Si tratta dell'anticipazione di quello che diverrà in Ideen I il principio di tutti i principi: «ogni intuizione originalmen-te offerente è una sorgente legittima di conoscenza, che tutto ciò che si dà original-mente nell'"intuizione" (per così dire in carne e ossa) è da assumere come esso si dà, ma anche soltanto nei limiti in cui si dà» 3. L'intuizione dovrebbe quindi emerge-re già nelle Ricerche Logiche come ciò che conduce la coscienza alla piena evi-denza del dato. Husserl afferma esattamente questo quando, tra gli atti signitivi e quelli intuitivi, riserva la pienezza solo a questi ultimi: «ad ogni intenzione intuitiva appartiene-nel senso di una possibilità ideale-un'intenzione signitiva esattamen-te adeguata ad essa in rapporto alla materia. Quest'unità di identificazione possie-de necessariamente il carattere di un'unità di riempimento, in cui il membro intuiti-vo, e non quello signitivo, ha il carattere del membro che riempie, e quindi anche di quello che conferisce pienezza nel senso più proprio» 4. Il darsi pieno dell'ogget-to alla coscienza sembra quindi derivare solo ed esclusivamente dall'intuizione che si presenta come motore della fenomenologia, ossia ciò che consente il mostrarsi dei fenomeni, il loro accesso alla presenza, la loro conoscenza 5. 57 SAGGI Segni e comprensione 65 20-05-2008 17:24 Pagina 57
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