La scuola secondaria superiore in Italia dal 1945 ad oggi

Giovanni Genovesi
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Affrontare il discorso sulla scuola secondaria, cercando di individuare quali, in Italia, sono stati e sono gli ostacoli, le remore, sociali e politiche, che ne hanno contraddistinto lo sviluppo, richiede necessariamente di partire dagli antefatti, ossia dalle sue origini con la legge Casati del 1859. Altrimenti sarebbe difficile comprendere certe ostinate permanenze, certe situazioni di ostinata recidività che, invece, tro y ano una loro spiegazione nel contesto storico dell'Italia unitaria.
more » ... 'Italia unitaria. Pertanto, sia pure in forma schematica e, comunque, tesa a mettere piü che altro in evidenza le linee di tendenza che non certo i dettagli, mi rifad) alla magna carta della scuola italiana, per poi indicare, passando attraverso le vicende dal dopoguerra ad oggi, le possibili soluzioni. A partire dalla legge Casati La scuola secondaria, come tutti gli altri ordini di scuola, ha le sue basi strutturali nella legge Casati. La legge che porta il nome del conte Gabrio Casati, ministro della pubblica istruzione del Regno sardo con il gabinetto Lamarmora, testo su cui si impernia la scuola italiana fino alla riforma Gentile del 1923 che, del resto, ne riprenderà largamente le caratteristiche essenziali. Promulgata il 13 novembre 1859 con il n. 3725, nel clima di pieni poteri -come già la legge Boncompagni del 1848 -concessi al governo nel frangente della seconda guerra d'indipendenza, la legge Casati era stata redatta nel breve giro di quattro mesi. Raccogliendo e sintetizzando le fondamentali istanze delle precedenti leggi Boncompagni (1848), Cibrario (1854) e Lanza (1857), essa rappresenta il punto culminante dello sforzo organizzativo profuso dal Regno sardopiemontese nel settore scolastico e, al tempo stesso, il sicuro punto di riferimento per la classe liberale che guiderà ii nuovo Regno unitario. Se dal lato puramente tecnico la legge Casati "rifletteva la realtà piemontese e lombarda, che erano nel complesso le due regioni piü alfabetizzate e piú organizzate sul piano scolastico" (G. Canestri, G. Ricuperati, 1976), dal
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