MONTESQUIEU ECONOMISTA

Massimiliano Bravi
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Nelle opere di Montesquieu, è possibile ravvisare i contorni teorici di un pensiero economico coerente. Tuttavia, il filosofo francese non separò mai lo specifico studio delle variabili economiche e la disamina generale delle configurazioni politiche e sociali. Montesquieu fu uno dei primi sostenitori della "teoria quantitativa della moneta", inoltre, aderì ai principi di un risoluto "metallismo", che lo condusse a polemizzare contro John Law. In generale, Montesquieu adottò la prospettiva di
more » ... la prospettiva di un forte "liberalismo" economico e in tal modo assecondò le idee che furono prevalenti nel dibattito francese del XVIII secolo, che ebbe inizio con le fondamentali opere di Boisguilbert e Vauban. Montesquieu era convinto della necessità di riformare il sistema tributario francese, con l'obiettivo di attenuare le restrizioni territoriali del feudalesimo e così agevolare il dispiegarsi delle forze di mercato, ulteriormente incoraggiate attraverso il predominante utilizzo di imposte indirette. Inoltre, Montesquieu sembrò sostenere l'idea in base a cui lo sviluppo di un mercato liberalizzato possa conseguirsi più facilmente all'interno di paesi retti da un governo monarchico, essendo più adatto ad una vasta diffusione dei consumi di lusso. Questa convinzione di Montesquieu fu duramente osteggiata da Destutt de Tracy.. Nel fervido dibattito intellettuale che agitò la Francia del primo Settecento, trovarono spazio anche tematiche a materia economica su cui venne a focalizzarsi lo sguardo di molti autori, alcuni dei quali vi dedicarono importanti opere, ampie e strutturate, che in massima parte si caratterizzarono per la forte connotazione liberista, principalmente esternata attraverso la ricorrente critica delle istituzioni tributarie francesi 1. La maggior parte di questi autori era concorde nel ravvisare il lungo decorso di un tendenziale decadimento, normalmente addebitato ai disordini del sistema tributario, che mancando di regole certe e uniformi ostruiva la dinamica commerciale soffocando così il dispiegarsi delle forze produttive. In tale contesto, fu determinante in prima istanza il contributo di due autori, ovvero Boisguilbert e Vauban che anticiparono le principali direttive teoriche su cui venne ad inserirsi il successivo dibattito. Boisguilbert indicò il sottoconsumo come causa principale del lento declino verso cui era scivolata l'economia francese, mentre Vauban fu il primo autore a proporre un sistematico piano di riforma finalizzato ad uniformare, su tutto il Regno, la configurazione dell'assetto tributario. Ambedue si mostrarono fiduciosi nella libera azione delle forze di mercato e in tale ottica erano convinti che fosse necessario facilitarne la dinamica affinché potesse migliorare, in generale, la condizione economica del Regno. Erano infatti concordi nel criticare le troppe restrizioni territoriali e tributarie che ostacolavano la libera circolazione delle merci all'interno del paese, in particolare giudicavano negativa la fisionomia della cosiddetta taille, un'antica tassa di 1 Sul dibattito francese a materia economica fra tardo Seicento e primo Settecento: G. Longhitano, Ricchezze, valori, società. La "nuova scienza" e i modelli sociali nella Francia del secondo Settecento, Vicenza, Neri Pozza Editore, 1993, pp. 7-42; C. Larrère, L'invention de l'économie au XVIII e siècle. Du droit naturel à la physiocratie, Paris, Puf, 1992, pp. 95-193; A.E. Murphy, Le développement des idées économiques en France (1750-1756), «Revue d'Histoire Moderne et Contemporaine», XXXIII (1986), pp. 521-541; J.B.M. Vignes, Histoire des doctrines sur l'impôt en France. Les causes de la Révolution française considérées par rapport aux principes de l'
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