Adrenergic activation in heart failure: blockade or rebalance? [editorial]
Attivazione adrenergica nello scompenso cardiaco: blocco o riequilibrio?

Michele Emdin, Giuseppe Vergaro, Alberto Giannoni, Claudio Passino
2010 Giornale Italiano di Cardiologia  
L'iperattivazione adrenergica rappresenta un elemento caratterizzante della fisiopatologia dello scompenso cardiaco, soprattutto alla luce del modello interpretativo neurormonale 1 . Negli ultimi anni, un numero crescente di evidenze sperimentali ha attribuito alla deregolazione degli archi riflessi (deattivazione barocettoriale e attivazione dei chemocettori e degli ergocettori), indotta dalla disfunzione cardiaca originaria, un ruolo di primo piano nella genesi di una risposta inizialmente
more » ... sta inizialmente compensatoria, l'ipertono simpatico, invariabilmente associato a deattivazione parasimpatica 2,3 (Figura 1). Quando protratto lo squilibrio autonomico, nel quadro complesso di una predominanza dell'attivazione di sistemi (adrenergico, sistema renina-angiotensina-aldosterone, endotelinico, vasopressinico) con azione vasocostrittiva, sodioritentiva, profibrotica e proipertrofica e proaritmica sul sistema controregolatore costituito dalla funzione endocrina cardiaca 4 , diviene nel tempo motore di evoluzione del rimodellamento cardiaco, di evoluzione clinica e prognosi sfavorevoli. Da questa premessa nasce l'acquisizione che l'antagonismo dell'attivazione adrenergica e più in generale neuroendocrina, costituisce la base della terapia moderna dello scompenso, che ha cambiato sostanzialmente, ma in misura ancora insoddisfacente, l'aspettativa di vita dei pazienti. Dalla fisiologia del controllo adrenergico alla fisiopatologia dello scompenso In condizioni fisiologiche la branca simpatica del sistema nervoso autonomo (SNS) agisce sul cuore attraverso la noradrenalina rilasciata nel vallo sinaptico dalla terminazione del neurone postganglionare e l'adrenalina secreta in circolo dalle cellule cromaffini surrenaliche. A livello del cardiomiocita le catecolamine interagiscono con i recettori adrenergici, membri della superfamiglia dei recettori accoppiati a proteine G. In particolare la noradrenalina si lega principalmente ai recettori ␣1 e ␤1, mentre l'adrenalina è un ligando per i ␤1 ed i ␤2. Un gruppo di chinasi, le G proteincoupled receptor kinases (GRK), fosforilando il recettore attivato, facilita il legame della ␤arrestina -una molecola che interferisce stericamente con l'attività recettoriale -ed agisce perciò da elemento modulatore della stimolazione simpatica 5 . Come descritto nell'articolo di Schiattarella et al. 6 pubblicato su questo numero del Giornale Italiano di Cardiologia, il meccanismo di internalizzazione dei ␤-recettori sembra essere mediato dalla fosfoinositolo-3-chinasi (PI3K), attraverso la formazione di un complesso con ␤ARK1, uno dei membri della famiglia delle GRK. L'analisi dei meccanismi che influenzano la trasmissione adrenergica ha consentito, negli anni, un'accurata definizione delle alterazioni biomolecolari nel controllo simpatico del cuore scompensato. È stato osservato, infatti, un aumento dell'efflusso di noradrenalina nel liquido interstiziale e, contestualmente, una riduzione del contenuto intramiocardico di noradrenalina, come se il cuore fosse "funzionalmente" denervato. Inoltre, anche la densità di innervazione -stimata attraverso immunoistochimica su tessuto miocardico diretta contro la tirosin-idrossilasi, un enzima chiave nella via sintetica della noradrenalina -appare sensibilmente ridotta 7 . Questo riassetto biochimico generale non risparmia neanche gli elementi posti all'interfaccia tra il SNS ed il sistema cardiovascolare, i recettori adrenergici, che rivestono un ruolo centrale nella conversione dell'output nervoso in modificazione della contrattilità e della frequenza cardiaca. Il cuore sano esprime i recet-© 2010 AIM Publishing Srl Le opinioni espresse in questo articolo non riflettono necessariamente quelle dell'Editor del Giornale Italiano di Cardiologia.
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