Giorno e Notte: le città di Babele

Daniela Adorni, Stefano Magagnoli
2015 Diacronie. Studi di Storia Contemporanea  
Editore Association culturelle Diacronie Notizia bibliografica digitale Daniela Adorni e Stefano Magagnoli, « Giorno e Notte: le città di Babele », Diacronie [Online], N° 21, 1 | 2015, documento 1, Messo online il 01 marzo 2015, consultato il 02 ottobre 2016. URL : http:// diacronie.revues.org/1831 ; DOI : 10.4000/diacronie.1831 Questo documento è un fac-simile dell'edizione cartacea. Creative Commons License ome convivono due identità così apparentemente inconciliabili: la città diurna e la
more » ... ittà diurna e la città notturna? Ecco l'interrogativo che sta alla base di questo articolo, sul quale svilupperemo una riflessione utilizzando il presente come chiave di lettura del passato, facendo tesoro degli spunti offerti da nuovi filoni di studio (sociologici, antropologici e di storia urbana), attenti a leggere la riorganizzazione della città -delle sue forme spaziali, delle sue strutture socioeconomiche e culturali, del modo in cui gli abitanti vivono, pensano, percepiscono C Diacronie Studi di Storia Contemporanea  www.diacronie.it N. 21 | 1|2015 Le città di Babele Questo articolo intende iniziare una riflessione sull'identità doppia e ambigua delle città. Da un lato, il "volto pubblico" di labour towns, fatto di lavoro, organizzazione sociale e rapporti pubblici improntati all'efficienza produttiva e al politically correct. Dall'altro, invece, il loro "volto oscuro", raffigurato dai molteplici aspetti della marginalità, dell'esclusione, delle relazioni border line e oltre il confine della legalità. Come hanno convissuto in passato e come convivono oggi questi due aspetti così apparentemente inconciliabili? Si tratta di elementi tra loro in contrasto o invece strutturalmente complementari dell'esperienza urbana nella storia? Il "giorno" e la "notte" che convivono e si alternano, scandiscono la vita cittadina senza soluzione di continuità. Giorno e notte che si intersecano e si sovrappongono, ma che sono in realtà il prodotto della contraddittorietà dell'essere umano, che disvela e occulta l'anima e che produce atteggiamenti ambigui, non sempre accettati dagli schemi sociali. Gli autori cercano di far convergere una pluralità di suggestioni multidisciplinari in un discorso storiografico, consapevoli, ovviamente, di presentare un primo, temporaneo programma di lavoro da svilupparsi ulteriormente. Giorno e Notte: le città di Babele Diacronie. Studi di Storia Contemporanea 2 e intendono le rispettive realtà spaziali e temporali quotidiane -in parallelo alle profonde trasformazioni del sistema produttivo nel nuovo millennio, alla sua decentralizzazione su scala globale e all'aumentato ruolo dell'economia finanziaria. Il nostro percorso parte quindi da quelle teorie della città che segnano la rottura con la nozione cartesiana di spazio (con l'analisi della città, cioè, basata sulla sua dimensione fisica 1 ) oltrepassando i limiti dell'approccio funzionalista e razionaleeconomico. A dispetto di Henri Lefebvre -il cui invito a riflettere sulla complessa rete di elementi e processi che formano lo spazio, su come esso sia socialmente costruito e socialmente prodotto 2 , ha rivoluzionato il modo di relazionarsi all'oggetto di studio 3 -è spesso mancata un'attenzione specifica al modo in cui la città è effettivamente vissuta dai suoi abitanti e alle ragioni che stanno alla base dei comportamenti spaziali, degli usi e delle pratiche sociali e culturali urbani. Sono così rimaste in ombra realtà sociali e antropologiche dei contesti cittadini, così come poco indagati sono risultati gli usi sociali e culturali (da parte di individui e gruppi) degli spazi urbani, che non sono solo la conseguenza di una determinata organizzazione fisica della città, ma, forse più, gli agenti stessi di trasformazione di quella organizzazione 4 . * Il presente contributo è il frutto di un percorso di ricerca collettivo e metodologicamente unitario da parte degli autori. In particolare, però, Daniela Adorni ha scritto il secondo e il terzo paragrafo; Stefano Magagnoli il primo e il quarto.
doi:10.4000/diacronie.1831 fatcat:ixuscrhrv5a25d7tvkxrcrldm4