CHIRURGIA ADDOMINALE D'URGENZA: IL BUON SENSO DI SCHEIN Guida pratica per sopravvivere nella trincea delle urgenze chirurgiche

Moshe Schein, Paul Rogers
unpublished
Traduzione a cura di Francesco Vittorio Gammarota Seconda edizione Springer-Verlag Italia, 2007 È un libro sotto un certo aspetto originale, almeno tenendo presente la spicciola filosofia attuale dell'editorialistica chirurgica. Perché, se invece risaliamo a tempi meno recenti, se ne potrebbero trovare origini illustri in esemplari trattati che sono serviti ad addestrare generazioni di chirurghi: due per tutti, il Mondor e il Lejars. Ma è allora una regressione metodologica o, peggio, una
more » ... , peggio, una specie di reprint di cui non si sentiva la necessità? O invece, e piuttosto, interpreta secondo intramontabili canoni tradizionali, oggi arricchiti del fondamentale intervento tecnologico, un modo corretto e proficuo di esaminare, diagnosticare e porre indicazioni terapeutiche in chirurgia d'urgenza? Non è certo un 'revival' dell'osservazione clinica pura, elementare e problematica, basilare per la chirurgia d'urgenza di molti anni fa; non è, d'altra parte, l'esaltazione esclusiva dei moderni mezzi strumentali troppo spesso utilizzati senza discernimento ed economia; non riflette una pianificazione tecnologica resa ignara di procedimenti anamnestici e semeiologici e dell'osservazione interpretativa dei fenomeni in evoluzione. E allora? Possiamo dire, parafrasando la componente caratterizzante del titolo, che è un grosso manuale del buon senso clinico -derivante dall'esperienza e dallo studio -largamente integrato e precisato da tutto quanto, in campo diagnostico e operativo, si può ad oggi ottenere con le tecnologie e con i loro sistemi di applicazione nel campo della medicina. Ne deriva un prodotto moderno, di forte valore pratico, realizzato con consapevolezza scientifica e significativa esperienza. Per queste considerazioni, dopo un profondo esame testuale, ho accettato volentieri di presentare l'edizione italiana tradotta e curata da Francesco Vittorio Gammarota cui si devono l'originaria valutazione dell'opera e la sua versione nella nostra lingua da lui realizzata in modo attento e appropriato inter-pretando idee, esposizioni, espressioni idiomatiche e simbolizzazioni. Se tradurre vuol dire immaginare diverse soluzioni possibili, debbo dire che Gammarota ha fatto delle scelte coerenti. Alcuni concetti vanno sottolineati: l'importanza dell'apprezzamento clinico ai fini di una opportuna, rapida e specifica scelta delle disponibilità diagnostiche strumentali e di laboratorio per accelerare i tempi della terapia, economizzare, non perdersi nella lettura di possibile diversità di risultati, privilegiando ricerche e saggi utili e dirimenti, possibilmente non invasivi; non trascurare le evenienze di rara osservazione; ottimizzare, per quanto possibile, le condizioni preoperatorie del paziente; stabilire un rapporto franco e di fiducia con lui. Ne risulta un testo corposo, sistematicamente diviso in quattro capitoli essenziali : 1) una generica filosofia di base con breve storia della chirurgia d'urgenza addominale, 2) condizioni e correzioni preoperatorie, 3) l'operazione, 4) eventualità, complicazioni e risoluzioni postoperatorie. L'apparato iconografico è scarso perché è un libro di opinioni e di comportamenti. Molte argomentazioni cliniche sono trasposte in vignette animate al tratto di fumetti e questo arguto trasferimento grafico costituisce un originale elemento di attenzione. Tutto il libro è cosparso di aforismi, massime, sentenze, citazioni, motti, brevi note storiche, tutti intesi a suscitare curiosità, sollecitare ulteriormente l'attenzione e la memoria, mettere alla prova la perspicacia di chi legge. Conclusioni concise e incisive seguono per lo più alle singole trattazioni, in qualche caso sostituite da vivaci ed esaustivi commenti editoriali. Nell'edizione originale l'inglese è essenziale e immediato e il periodo agile e sicuro. Non c'è bibliografia e questo, per i soloni, può essere un grave difetto di ordine scientifico ma noi pensiamo che sia invece una garanzia di sicura esperienza e di capace osservazione che superano, in un certo senso, le soverchie ambizioni scientifiche, i conformismi e le acquiescenze culturali Mi sto accorgendo che, al di là di una presentazione, sto redigendo la recensione di questo "piccolo libro" (come umilmente lo chiamano gli Editor) ma ho trovato che vale la pena di segnalarlo con un gusto particolare, lo stesso che deve aver provato Gammarota nel leggerlo in lingua originaria e poi trasporlo in italiano mantenendogli la terminologia fedele, l'organicità, i valori dell'osservazione clinica, la libri
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