L'interpretazione dei saggi di sensibilità agli antibiotici: un invito alla discussione

Gabriella Piatti, Roberto Bandettini, Graziana Manno, Domizio Serra, Anna Marchese, Eugenio A. Debbia
2005 Microbiologia Medica  
Microbiologia M e d i c a 289 CARO DIRETTORE Il fenomeno della resistenza batterica agli antibiotici si configura sempre più ubiquitario e complesso coinvolgendo la maggior parte delle specie batteriche d'interesse medico, sia in ambiente nosocomiale, sia in quello comunitario (6, 11, 12, 15, 16, (24) (25) (26) . Il problema della refrattarietà ha inoltre coinvolto negli ultimi anni i farmaci antiretrovirali (17) e antiparassitari (26). I batteri hanno adottato diverse e sofisticate strategie
more » ... sticate strategie per giungere alla resistenza (2, 5, 10, 12, 21, 22) e spesso le contromisure messe in atto hanno avuto impatti molto modesti sul problema globale (12, 26). L'impiego di nuovi principi attivi è da sempre l'unico rimedio capace di superare le resistenze attuali, ma anche in questo campo all'orizzonte non appare qualcosa di veramente innovativo (12, 18, 26) . In molti casi, inoltre, i dati del laboratorio, facilmente influenzabili dalle condizioni sperimentali, possono risultare di difficile interpretazione a causa di eventuali alterazioni della fisiologia della cellula batterica, quale, per esempio, il tasso di crescita, dovuto all'acquisizione della resistenza. Il patogeno può, quindi, sembrare fenotipicamente sensibile alla sostanza saggiata celando la presenza di informazioni genetiche che potrebbero rappresentare il primo passo verso la refrattarietà. I batteri che possiedono meccanismi genetici di resistenza in corso di evoluzione o che per altri motivi presentano una sensibilità ridotta potrebbero diventare più facilmente refrattari al farmaco qualora siano esposti a concentrazioni sub-inibenti la crescita, note per favorire la selezione dei ceppi resistenti e spesso presenti in vivo in particolari distretti corporei (3, 4, 13, 14, 19, 20) . La scelta inconsapevole di un antibiotico dotato di attività "borderline" o più limitata nei confronti di un ceppo batterico potrebbe portare non solo al fallimento terapeutico, ma favorire la sopravvivenza e la diffusione di ceppi in evoluzione o francamente resistenti. L'antibiogramma è il saggio di laboratorio attraverso il quale il clinico viene messo al corrente dal Microbiologo sulle caratteristiche di sensibilità agli antibiotici di un patogeno. Le informazioni che sono contenute nel referto forniscono soltanto un quadro molto generico e forse pericoloso sull'interazione patogeno-antibiotico mettendo in un'unica categoria i microrganismi al di la o al di qua di un certo limite, accomunando in un unico gruppo ceppi con genotipi diversi mascherati da un fenotipo simile. Gli esempi tipici si trovano sulle più note linee guida internazionali e in particolare quello dei ceppi produttori di ß-lattamasi a spettro esteso (ESBL) ove pur rientrando nella categoria sensibile (S) alcuni di questi stipiti hanno l'informazione genetica per la produzione di questo enzima evidenziale solo con prove aggiuntive (3). Sulla base di queste considerazioni, è stata avvertita la necessità di ampliare la quantità e la qualità di informazioni da trasmettere al clinico oltre agli usuali saggi per la sensibilità agli antibiotici. A tal fine sono qui riportati alcuni esempi di antibiogramma, in rappresentanza del numero più elevato disponibili, preparati secondo il criterio citato. Ulteriori e dettagliate informazioni sono reperibili in specifiche pubblicazioni (3, 13, 19) . In generale il fac-simile della risposta prevede, come d'uso, una lista degli antibiotici saggiati per quel determinato patogeno, lista che può essere modificata sulla base del campione, del reparto di provenienza, del tipo di paziente e dell'esperienza del Microbiologo e della realtà ove opera. La seconda colonna elenca quelli che sono i principi attivi dotati di attività equivalente in vitro rispetto all'antibiotico utilizzato per il saggio. La terza colonna delibera le categorie di appartenenza, sensibile (S), intermedio (I) e resistente (R), sulla base dell'alone misurato, registrato in caso di saggio eseguito mediante diffusione da dischetto, e riportato nella quarta colonna. I valori soglia (breakpoints) per definire un microrganismo S, I, o R, in questo caso sono quelli suggeriti da CLSI (3) sono trascritti accanto. Le rimanenti parti dello schema sono quelle utilizzate dai laboratori che adottano un sistema che si basa sulla determinazione delle concentrazioni minime inibenti (MIC). L'aspetto importante riguarda il valore dell'alone (o della MIC) riportato in questo tipo di risposta. Se il ceppo risulta resistente o intermedio non esistono differenze rispetto al saggio usuale, ma se il PROPOSTA PER UN NUOVO ANTIBIOGRAMMA
doi:10.4081/mm.2005.2970 fatcat:bkxnwuqstbb75o437e2uczmqkq