Lipodistrofie e fattori di rischio associati nei pazienti diabetici insulino-trattati A cura di Sandro Gentile e Felix Strollo

Gruppo Terapia Iniettiva
2015 unpublished
Recentemente Al Ajlouni et al. hanno pubblicato un articolo (1) su una casistica di 1090 diabetici di tipo 2 insulino-trattati circa la frequenza di lipodistrofia (LD), argomento spesso trascurato dai diabetologi e dai loro team, nonostante questa complicanza della terapia insulinica sia nota da molto tempo ed esista-no numerose evidenze sul rapporto tra LD e scarso controllo metabolico. Nel paper citato gli autori con-fermano una prevalenza del 37,3% di LD e una signi-ficativa associazione tra
more » ... va associazione tra LD e una serie di parametri quali il sesso femminile, basso livello culturale, alto BMI, lunga durata della terapia del diabete e dell'uso di insulina, l'uso di aghi più lunghi (8-12 mm) e in particolare la mancanza di rotazione dei siti di inie-zione. Gli autori sottolineano che la variabilità nella prevalenza di LH in diversi studi può essere correla-ta alla mancanza di un esame sistematico delle sedi di iniezione nei diabetici insulino-trattati. Va tutta-via sottolineato che tale variabilità può essere dovu-ta anche ad altri fattori, ad esempio all'esperienza del medico o dell'infermiere e alla mancanza di una metodologia chiara e validata su come cercare le LH, visto che queste lesioni presentano caratteristi-che morfologiche piuttosto variabili per dimensioni, consistenza e sporgenza dal piano della pelle. La ta-bella 1 riporta i dati da un nostro studio condotto da 4 operatori sanitari esperti e 4 non esperti che han-no cercato le lipodistrofie cutanee in 60 casi di sog-getti diabetici che presentavano tali lesioni prece-dentemente accertate mediante ecografia. I risultati documentano (Tabella 1) come la capacità diagno-stica differisce significativamente tra i due gruppi di investigatori ed è influenzata dalle caratteristiche morfologiche delle LH. Un fattore estremamente importante per la for-mazione di LD è anche il riutilizzo più volte dello stesso ago, aspetto che nell'articolo di Al Ajlouni et al. viene dimenticato. L'insulina iniettata in aree di LD provoca una elevata frequenza degli episodi ipo-glicemici inspiegabili e grande variabilità glicemica impossibile da eliminare anche cambiando lo sche-ma di trattamento con insulina (2,3). Poiché il training educativo dei pazienti sulle tecniche d'iniezione in individui con LD si è dimostrato efficace nel ridurre in modo significativo queste alterazioni cutanee e le loro conseguenze metaboliche (4) , si consiglia di cer-carle sistematicamente nei diabetici insulino-trattati o, al contrario, nei soggetti con ipoglicemia frequenti e/o ampia variabilità glicemica inspiegabili andrebbe verificata la presenza di LD come spiegazione delle alterazioni del controllo glicemico e di riaddestrare i pazienti. Il secondo punto dell'articolo Al Ajlouni et al. che merita una riflessione è la classificazione di lipodistrofia Tabella 1. Capacità cumulativa di riconoscimento LH da parte di operatori sanitari esperti e non esperti in relazione al tipo e alle dimensioni delle lesioni lipoipertrofiche di 60 soggetti in cui queste erano state precedentemente diagnosticate mediante ecografia.
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