GIURETA INNOVAZIONE E ACQUA: IL CONTRIBUTO DEL DIRITTO DELL'IMPRESA ALLA LUCE DELLA RECENTE LEGISLAZIONE REGIONALE DEL VENETO

Andrea Caprara
unpublished
SOMMARIO: 1. Il settore idrico e l'esigenza aggregativa di competenze ed investimenti nella ricerca e innovazione-2. La ricerca sull'acqua come modello di interazione tra innovazione, impresa, interesse pubblico e benessere collettivo-3. I modelli normativi come matrici organizzative efficienti tra innovazione e bene comune, tra «economia circolare» e ruolo delle Regioni-3.1. La disciplina domestica dell'acqua come mera gestione ed erogazione del servizio idrico-3.2. La «rete innovativa
more » ... e» tra ricerca, innovazione e impresa-4. (segue) La relazione reticolare come modello organizzativo funzionale all'innovazione e alla ricerca sull'acqua-5. Alcune considerazioni conclusive: la rete innovativa regionale come scopo, non come modello giuridico di aggregazione. 1.-Il servizio idrico rappresenta, anche in ragione delle caratteristiche del bene-acqua 1 , un interessante campo di sperimentazione per testare mo-* Ricercatore di diritto commerciale presso l'Università degli Studi di Verona. 1 È assai significativo che il primo considerando della dir. 2000/60, la quale istituisce un quadro per l'azione comunitaria in materia di acque, precisi che l'«acqua non è un prodotto commerciale al pari degli altri, bensì un patrimonio che va protetto, difeso e trattato come tale». Cfr. F. Rainaldi, R. Scintu, Il policy change tra nuovi paradigmi e vecchie pratiche. Le politiche idriche in Italia e Inghilterra, in Riv. it. Politiche Pubbliche, 1/2011, 123 ss. Il tema ha avuto negli anni scorsi un forte impatto mediatico in occasione della campagna contro la c.d. privatizzazione dell'acqua che ha portato all'abrogazione, tramite referendum, anche della disciplina domestica dei servizi pubblici (cfr., tra i molti, J. Bercelli, Servizi pubblici locali e referendum, in Giornale dir. amm., 2013, 155 ss.). L'attualità del tema è confermata da due rilevanti fatti: in primo luo-go dall'emanazione della l. delega 11/2016, art. 1 lett. hhh, per il recepimento delle direttive co-munitarie in tema di appalti pubblici e concessioni (su cui per qualche accenno v. infra) che in-novano la materia innestandosi sui principi affermati nel Tr. UE (v. art. 3.3); principi di recente ribaditi con forza nell'Enciclica papale Laudato si' (su cui v. A. Toffoletto, Note a margine di Laudato si', in Società, 2015, 1203 ss.) in cui si sottolinea l'esigenza di mediare tra tecnica, im-presa e profitto, da un lato e, dall'altro, ambiente, crescita sostenibile e progresso socio-economi-17 Rivista di diritto dell'economia, dei trasporti e dell'ambiente, vol. XIV-2016
fatcat:leb5idrq6beurpfdilibknhn34