I luoghi del soggetto: Aristotele e Benjamin

Valeria Dattilo
unpublished
Aristotelian reflection on the distinction between "common places" and "special places" of speech, plays, in our opinion, a fundamental role in the definition of those categories that characterize the forms of contemporary subjectivity. Well, what emerges today in the foreground are precisely the "common places" of which Aristotele speaks. This is what happens, at least implicitly, in the Benjamin's book: L'opera d'arte nell'epoca della sua riproducibilità tecnica. Benjamin, describing the
more » ... describing the typical behavior of the human animal in contemporary metropolises shows, in our opinion, a portrait of what Aristotele defines "common places", precisely topoi koinoi. Introduzione L'obiettivo di questa riflessione sarà quello di soffermarsi sulla distinzione aristotelica tra i «luoghi comuni» e i «luoghi speciali» del discorso, prendendo in prestito concetti tratti dalla filosofia del linguaggio al fine di cogliere la corrispondenza tra queste categorie aristoteliche e quelle che contraddistinguono la nostra epoca come la perdita dell'ethos, dell'esperienza tradizionale, o la mutevolezza delle forme di vita contemporanee. È su questo aspetto che vogliamo qui soffermarci, limitandoci ad una analisi in chiave filosofica della distinzione proposta da Aristotele nell'Ars Rethorica, tenendo presente, a grandi linee, come l'alternativa aristotelica tra «luoghi comuni» e «luoghi speciali» giochi un ruolo fondamentale nella definizione di quelle categorie che caratterizzano le forme della soggettività contemporanea. Riteniamo cioè che il concetto di «luoghi comuni», che nell'analisi aristotelica ha la peggio, sia decisivo per comprendere il perpetuo mutamento a cui è esposta la nostra forma di vita e che ha il suo epicentro, il suo luogo originario, nell'avvento della riproducibilità tecnica analizzata da Benjamin, ossia, nell'esperienza della ripetizione. Ciò che, dunque, ci proporremo sarà quello di capire se con l'avvento della riproducibilità tecnica non riemergano in primo piano proprio quelle categorie che caratterizzano i «luoghi comuni» e che nell'analisi aristotelica avevano avuto un ruolo secondario nella costruzione degli entimemi e che oggi, invece, sembrano riprendersi una clamorosa rivincita. 1. I luoghi comuni: una bussola affidabile. Per comprendere le condizioni in cui versano le forme di vita contemporanee è opportuno riflettere a fondo sui modi utilizzati dai soggetti per orientarsi e per difendersi alla meglio dai pericoli provenienti dal mondo. A questo proposito si farà riferimento ad un concetto aristotelico, un concetto squisitamente linguistico, relativo all'arte della retorica: i «luoghi comuni», in greco i topoi koinoi. Nel secondo capitolo del primo libro della Retorica, Aristotele menziona due tipi di «luoghi» del discorso: i «luoghi comuni» e i «luoghi speciali», osservando che i topoi retorici sono veri e propri schemi argomentativi, sono la condizione, la prerogativa basilare di ogni discorso che permettono la
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