Punti di vista [chapter]

matetrentino  
Introduzione Lo spunto per questo studio è stato una lezione per i bambini di età compresa tra gli 8 e i 14 anni nell'ambito di Unijunior. «Unica in Italia nel suo genere, Unijunior, nasce con l'ambizioso obiettivo di avvicinare i più piccoli allo studio di materie importanti, utilizzando strumenti semplici e noti al bambino come l'esperienza pratica, il gioco e il divertimento. Unijunior stimola la curiosità del bambino facendo leva sul naturale istinto di esplorazione che lo sprona a
more » ... o sprona a conoscere il mondo, trovando risposte alle sue infinite domande e assecondando le sue prioritarie esigenze» [1]. L'occasione ha consentito di fare alcune esperienze di prospettiva e di stereotomia. Per illustrare le proprietà della prospettiva e, al contempo, alcune caratteristiche della percezione umana dello spazio, è stato progettato un pla-stico di polistirolo, che è stato poi realizzato per mezzo di una macchina da taglio a filo, a controllo numerico. L'intento è duplice: il primo, spiegare ai bambini, attraverso il progetto della camera, cos'è il disegno di architettura e come questo si discosti dal disegno comunemente inteso; il secondo, ugualmente importante, consiste nel dimostrare il potere illusorio della prospettiva, che deriva dalle modalità della percezione visiva. Nella prima parte dell'articolo viene esposta brevemente la lezione tenuta ai bambini, con alcuni altri approfondimenti sulle questioni teoriche affrontate, che ovviamente non potevano essere inclusi nella lezione. Nella seconda parte è descritta la progettazione e la costruzione della camera di Ames. Abstract L'articolo presenta lo studio che ha preceduto una lezione per conto del Dipartimento di Architettura di Bologna tenuta ai bambini di età compresa tra gli otto e i quattordici anni, nell'ambito di una iniziativa dell'Ateneo per la divulgazione della scienza. Lo studio presenta alcune esperienze di prospettiva e stereotomia. Tra gli obiettivi della ricerca c'è quello di spiegare ai bambini, attraverso il gioco, il potere illusorio della prospettiva e, perciò, gli inganni cui è soggetta la percezione umana dello spazio. Per questo fine è stata costruita una piccola camera di Ames, studiandone la scomposizione in parti, in una sorta di stereotomia contemporanea. Nella prima parte dell'articolo, è esposta brevemente la lezione tenuta ai bambini oltre ad alcuni approfondimenti sulle questioni teoriche affrontate, che ovviamente non potevano essere incluse nella lezione. Nella seconda parte sono descritti lo studio, la progettazione e la costruzione della camera di Ames. Parole chiave: camera di Ames, geometria descrittiva, percezione, specchio, stereotomia.
doi:10.1007/88-470-0474-8_16 fatcat:sfvthcljlrcqjmtpshnmo3fz7e