FONTI PER LA STORIA DELLA LIGURIA XXIV) a cura di Domenico Ciarlo SOCIETÀ LIGURE DI STORIA PATRIA

Santo Stefano, Di Genova
2008 unpublished
A mia madre Dina e alla cara memoria di mio padre Pietro CODICE DIPLOMATICO DEL MONASTERO DI SANTO STEFANO -VII -1. Con questo volume prosegue l'edizione del Codice diplomatico del monastero benedettino di Santo Stefano di Genova dal 1201 -in continuazione dal primo volume, giunto al 1200 -fino al 1327: quest'ultima data è stata scelta come conclusiva perché, in una documentazione pur abbondante ancora per diversi secoli 1 , segna, come vedremo meglio, la prima netta soluzione di continuità
more » ... e di continuità nella vita del cenobio genovese nel basso Medioevo 2 . La maggior parte della documentazione qui edita in ordine cronologico è fornita da fondi riconducibili a tre tipologie fondamentali: pergamene sciolte, registri membranacei, cartolari notarili. 1.1. Per la quasi totalità le pergamene appartengono al fondo archivistico denominato Abbazia di S. Stefano e conservato presso l'Archivio di Stato di Genova 3 , sulle cui vicende costitutive rinvio all'introduzione al vol. I 4 . Dalle buste 1509-1511 5 di questo fondo si pubblicano 171 pergamene comprese tra i nn. 146-305 ed inoltre la n. 106 e la n. 323, per un totale di 173 6 ; -------1 Il fondo denominato Abbazia di S. Stefano, conservato presso l'Archivio di Stato di Genova (in seguito A.S.G.), contiene documenti fino all'anno 1797. 2 Per un profilo storico dell'ente monastico fino agli inizi dell'età moderna v. E. BASSO, Un'abbazia e la sua città. Santo Stefano di Genova (sec. X-XV), Torino 1997 (Le testimonianze del Passato. Fonti e Studi, 9). V. inoltre G. ODICINI, L'abbazia di S. Stefano. 1000 anni dalla ricostruzione a oggi, Genova 1974; G. PISTARINO, Monasteri cittadini genovesi, in Monasteri cittadini in Alta Italia dopo le invasioni saracene e magiare (secc. X-XII), Relazioni e comunicazioni al XXXII Congresso storico subalpino, Torino 1966, pp. 239-280, relativo ai monasteri genovesi di Santo Stefano e di San Siro. 3 A.S.G., Archivio Segreto, 1508-1523 bis. 4 Codice diplomatico del monastero di Santo Stefano di Genova (965-1200), I, a cura di M. CALLERI (Fonti per la storia della Liguria XXIII), in corso di ultimazione. 5 La suddivisione delle pergamene nelle tre buste considerate è la seguente: la busta n. 1509 contiene le pergamene dal n. 75 al n. 200; la n. 1510 dal n. 202 al n. 272 (non risulta esistere il n. 201); la busta n. 1511 dal n. 273 al n. 335. 6 La numerazione archivistica delle pergamene non rispecchia esattamente la successione dei documenti qui pubblicati in ordine cronologico, in quanto gli originali estratti ad opera di notaio diverso dal rogatario sono collocati nel fondo in base alla data dell'estrazione e le copie autentiche secondo la data della copia; alcune pergamene, poi, avendo perduto gli elementi di da-CODICE DIPLOMATICO DEL MONASTERO DI SANTO STEFANO -VIII -a queste vanno aggiunte altre 10 presenti nella busta 1523, avente numerazione autonoma, del medesimo fondo Abbazia di S. Stefano 7 . Poche sono state reperite in altri due fondi conservati presso l'Archivio di Stato di Genova. Di queste, tre si trovano nel cartario dell'altro importante monastero benedettino genovese, denominato Pergamene dell'abbazia di San Siro 8 , di cui due riconducibili esclusivamente al monastero di Santo Stefano 9 ------tazione a causa del cattivo stato in cui sono pervenute, sono state collocate al posto sbagliato. Inoltre non risulta attualmente esistente la n. 201: è probabile che il fatto sia da imputare, piuttosto che ad un recente smarrimento, a distrazione di chi ha numerato le pergamene, tanto più comprensibile se si considera che l'errore di numerazione, se errore è, si situa a cavallo tra le buste 1509 e 1510. D'altra parte si rileva che i nn. 161 e 242 individuano non pergamene sciolte, ma altrettanti fascicoli membranacei, cui accennerò in seguito, e che alcuni numeri compaiono ripetuti, per cui si trovano talora numeri bis e ter, mentre in altri casi la ripetizione del numero è fatta mediante lettere dell'alfabeto (A e B, indifferentemente maiuscole o minuscole). Ancora, si omettono le pergamene nn. 188 e 260-261 di competenza del monastero genovese di San Siro, le cui ultime due sono già state pubblicate (v. Le carte del monastero di San Siro di Genova, a cura di M. CALLERI, S. MACCHIAVELLO, M. TRAINO, Genova 1997-1998 (Fonti per la storia della Liguria, V-VIII), IV, nn. 822, 826bis); n. 284, in cui compare il nome dell'abate Giovanni II de Orio in carica dal 1370 e che quindi oltrepassa il nostro limite cronologico; n. 301 del 1331, ma inserita nel fondo all'anno 1321 per un'erronea lettura della data. Nella "camicia" della pergamena n. 150 si trova, oltre alla pergamena stessa e per motivi del tutto casuali, un'imbreviatura da filza contenente un testamento del 16 aprile 1457, che reca in intestazione, dovuta ad altra mano, l'erronea data 1292 e che comunque non ha alcuna pertinenza con il monastero di Santo Stefano. Infine la pergamena n. 259 rientra in quelle pubblicate nel primo volume del presente Codice diplomatico: essa tramanda in copia autentica del 1281 due atti rispettivamente del 1187 e del 1189 (v. docc. nn. 178, 183). Pertanto, se i documenti pubblicati sono contenuti per la maggior parte nelle pergamene comprese tra i nn. 146 e 305 delle buste 1509-1511, questi estremi, per i motivi detti, non quantificano in ogni caso il numero delle pergamene edite. Al di fuori degli estremi indicati sono state incluse inoltre, come già segnalato, le pergamene n. 106, che è collocata in posizione erronea all'interno del fondo a causa della caduta di parte della datazione per lacerazione della pergamena, e n. 323, originale di un documento del 1308 redatto da notaio diverso dal rogatario.
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