Dinamica evolutiva dell'agricoltura di collina e di montagna

T. Romualdi
2019
La montagna italiana è sede di una attività agricola che si esercita in condizioni ambientali quanto mai varie e difficili; si pensi alle caratteristiche di altimetria e di giacitura dei terreni dalle quali dipendono le possibilità di coltura agraria: nelle Alpi la superficie silvo-pastorale predomina nettamente lasciando ai seminativi appena 1'8,8% del suolo; questi ultimi invece, man mano che si procede da nord a sud lungo I'Appennino, aumentano sino a rappresentare il 40% della superficie
more » ... della superficie agraria con un proporzionale decremento dei terreni a prato, prato-pascolo e bosco. Nella montagna siciliana, scarsa di boschi, i seminativi occupano il 5 0 % , mentre in quella sarda si ha un netto prevalere del pascolo. Un unico comune denominatore caratterizza tuttavia questa multiforme realtà: la estrema difficoltà con la quale si esercita l'agricoltura in montagna e la esiguità del compenso che ripaga il grave lavoro dell'uomo. Qui la macchina, a causa della declività dei terreni e dell'estremo spezzettamento dei campi, non gioca un ruolo determinante come in pianura o sulle colline. Gli indirizzi colturali vengono condizionati a tal punto che uno dei fattori limitanti per l'agricoltura di montagna può essere senz'altro individuato nell'impossibilità, e comunque nella difficoltà, di impiegare le macchine. Afferma il Rossi Doria (1968) che << laddove i terreni per la loro pendenza e accidentosità o per la loro inaccessibilità non consentono il regolare impiego delle macchine, ossia la continuazione, se non sporadica delle colture, è montagna ». L'agricoltura di montagna ha costituito l'attività primaria dell'uomo dai tempi del suo insediamento sul monte, un'attività che ha avuto nel corso dei secoli una caratteristica di economia chiusa, di autoconsumo. L'unica preoccupazione era appunto quella di dare al montanaro la possibilità di sopravvivere con una alimentazione spesso rudimentale e biologicamente equilibrata. Ciò spiega la col-
doi:10.13128/aestimum-7757 fatcat:fwsznu2iuzhtroob5xdj4lbtmm