The Nigger of the 'Narcissus' [chapter]

Jacques Berthoud
Joseph Conrad  
Nel 1914, con un ritardo di diciassette anni dalla pubblicazione di The Nigger of the «Narcissus», Conrad decide di rispondere alle numerose domande poste da amici e critici sull'enigmatico protagonista di quel racconto, il marinaio nero James Wait. Smentendo le fantasiose congetture avanzate a questo riguardo, con disarmante candore confessa: «In the book Wait is nothing; he is merely the ship's collective psychology». Visto così, il personaggio conradiano riproduce il mosaico dei tratti
more » ... eriali dei suoi compagni marinai, non a caso imbarcati su un veliero il cui nome richiama il mito del "rispecchiamento del sé". Di fronte ad una tanto disarmante quanto illuminante confessione, cadono le tante ipotesi di lettura simbolica elaborate dalla critica nel corso del Novecento, e si conferma la validità del suggerimento di Ian Watt, che invita a non cercare nel racconto inesistenti ed improbabili symbolic meanings 1 . Il ritratto sgraziato con cui il marinaio nero si mostra al lettore va inteso, pertanto, come il rovescio di quell'immagine di marinaio ideale a cui Conrad fa accorato appello nei sea novels. Il critico nigeriano Michael Echeruo, accettando l'invito di Watt, nega ogni scorciatoia simbolistica e mette l'accento, piuttosto, sulla costruzione narrativa dell'antagonista: What he [Ian Watt] objects to is the kind of symbol-hunting represented, for example, by the writings of Vernon Young and of James E. Miller who, in particular, claims that James Wait and the sea are symbols of death and life. Ian Watt says of this argument that it is a confessedly simplified paradigm. 2 1 ) Cfr. Watt 1964. 2 ) Echeruo 1990, p. 132.
doi:10.1017/cbo9780511519192.002 fatcat:ooprizsc3zdlre7xusmaq2pvse