Introduzione

Francesco FISTETTI
2017
INTRODUZIONE Il n. 4 di «Post-filosofie» è dedicato alla Fenomenologia dello spirito di Hegel, di cui nel 2007 è caduto il bicentenario anniversario della data di pubblicazione, avvenuta nell'aprile del 1807, quando Hegel, a conclusione del suo periodo jenese, s'era già trasferito a Bamberg, quale redattore della locale gazzetta. Della singolare e complessa natura di quest'opera, che rimane, è superfluo dirlo, un testo di formazione indispensabile per chiunque voglia avere consapevolezza della
more » ... nsapevolezza della filosofia e della realtà del moderno, ha iniziato col darne conto lo stesso autore. In un appunto che egli scrive a Berlino nell'autunno del 1831, cioè appena poco prima della morte, a proposito della sua intenzione di ripubblicare la Fenomenologia dello spirito, è detto: «Eigentümliche frühere Arbeit, nicht umarbeiten -auf die damalige Zeit bezüglich -in Vorrede: das abstrakte Absolute herrschte damals». 1 Tale relativizzazione che lo Hegel berlinese faceva della sua prima grande opera a stampa -riferendola a un contesto di discussione teorica in cui nei primi anni dell'Ottocento dominava, da un lato, la filosofia del conoscere di Kant, con la sua scissione tra cosa in sé e coscienza, e dall'altro la dottrina della fede e del sapere come «immediatezza» di Jacobi -richiamava, dopo un venticinquennio, la presa di distanza che l'autore, rispetto alla medesima opera, aveva per altro già messo in atto subito dopo la pubblicazione, com'è testimoniato da una sua lettera a Schelling del 1° marzo 1807, in cui si duole dell'«infelice disordine» che ha dominato «sia il processo di stampa e di edizione che, in parte, la medesima composizione». La Phänomenologie des Geistes, riconosce Hegel, è solo la «prima parte» del sistema
doi:10.15162/1827-5133/917 fatcat:qkxdjl6bb5hgtc2uo33nygogei