10. [130] La fortuna dell'epica greca nella letteratura italiana [chapter]

2020 κηληθμῷ δ᾽ ἔσχοντο Scritti editi e inediti  
La fortuna dell'epica greca nella letteratura italiana Traduzioni classiche, come Vincenzo Monti, e funzione che possono svolgere oggi Oggi c'è gran bisogno, richiesta di narratività, di affabulazione (la Lust zu fabulieren di Goethe a cui corrisponde il desiderio di racconto). L'empatia fra aedo e pubblico, che ci viene così ben descritta da un bel verso odissiaco (11.334 e 13.2) "e stavano incantati ad ascoltare nel mégaron ombroso" (Odisseo che racconta le sue avventure ai Feaci). Fattori
more » ... Feaci). Fattori che non possiamo ricostruire nella nostra esperienza: enciclopedia tribale e ecumenicità. La distanza culturale fra la Grecia arcaica e noi ci nega questa esperienza. La nostra cultura non recepisce oggi se non la narrazione, che alle volte si presenta con una suspence notevole, come nell'episodio del ciclope Polifemo l'ingegnoso modo con cui Odisseo, chiuso nella caverna, salva se stesso e i suoi compagni (legandosi sotto il ventre degli animali del gregge: il Ciclope è stato accecato e così non può vedere Odisseo e i compagni quando fa uscire il gregge dalla caverna). Gli antichi lo sapevano bene, quando ascoltavano le recitazioni dell'epos, che era a loro familiare, ma molti moderni, se affrontano la lettura, non lo sanno in anticipo. Non sto qui a elencare le ragioni che possono attirare un lettore moderno, che sono poi molto simili alla ricetta dei romanzi di grande diffusione: un intreccio di avventura, di tecnica guerresca, e qualche volta di eros (anche se molto moderato, vista la pruderie dei poeti epici). Reazione di fronte agli scandali analitici (Il. 2, catalogo, e Il. 9): gli antichi non ci facevano caso, e così il lettore moderno. A farci caso sono solo i filologi (sia gli alessandrini sia i moderni). Visto che pochi oggi sono in grado di leggere Omero in greco (e sempre meno diventeranno, se certe riforme della scuola non avranno riguardo a questo impoverimento), vorrei brevemente soffermarmi sull'esperienza linguistica della lettura in traduzione. [Intervento tenuto L 12.5.1997 al Centro Congressi d'Ateneo dell'Università di Roma "La Sapienza", per l'incontro L'epos oggi. -Inedito, ritrovato nell'ultimo pc di Rossi; cura del testo di Giulio Colesanti]
doi:10.1515/9783110648126-010 fatcat:m42savgma5atdfjccigzhujemy