Rappresentatività sindacale e legittimazione al conflitto

Giuseppe Santoro Passarelli
2017 Giornale di diritto del lavoro e di relazioni industriali  
Il quadro delle relazioni sindacali prima degli accordi Fiat. E' indubbio che il nuovo capitolo delle relazioni industriali che si è aperto con gli accordi di Mirafiori e Pomigliano si inscriva nel solco della linea tracciata dagli 'accordi separati' del 2009, che hanno, per così dire, inaugurato la prassi della esclusione di quei sindacati che non hanno inteso -né allora né ora -abbandonare un ruolo rivendicativo. Era in effetti chiaro -anche se non mi sembra che vi sia stata allora nel Paese
more » ... a allora nel Paese (neppure da parte del c.d. popolo della sinistra) una reazione adeguata alla gravità dell'evento -che, a causa della mancata sottoscrizione da parte della Cgil, gli accordi separati sancissero la caduta della Grundnorm dell'ordinamento intersindacale, "fondato sul reciproco riconoscimento come agenti negoziali delle organizzazioni sindacali rappresentative dei contrapposti interessi" 1 . Essi ci avevano messo di fronte, infatti, ad un autentico ribaltamento degli equilibri in virtù dei quali si era sviluppato per decenni il governo delle relazioni industriali, un ribaltamento in virtù del quale era facile prevedere che, in una condizione di autentica anomia, ne sarebbe conseguita una fase di instabilità foriera di conflitti sociali non agevolmente contenibili, tanto più in un periodo di crisi economica che aveva già portato larga parte dei ceti popolari ad un livello di acuta esasperazione. Ed i fatti ad essi immediatamente successivi (dalla firma del c.c.n.l. per i metalmeccanici del 2009, in assenza -questa volta -della Fiom, agli accordi Fiat ed alla clausola di rinvio del settembre 2010) hanno pienamente avallato quella previsione 1 Si tratta di una classica, ricorrente definizione di G. Giugni.
doi:10.3280/gdl2017-153005 fatcat:b6e2ucyorfh33muvxbc7e65pgy