STORIA MEDIOEVALE Ciclo XXIV Settore Concorsuale di afferenza: 11/A1 STORIA MEDIOEVALE Per un atlante dei castelli dell'Emilia Romagna: Rubiera, Salvaterra, Dinazzano e la difesa del confine orientale Coordinatore Dottorato Relatore INDICE INTRODUZIONE Premessa: il progetto "Castelli medievali e neomedievali in Emilia-­-Romagna"

Alma Studiorum, Settore Scientifico, Presentata Da:, Danilo Morini, Maria Muzzarelli, Pag
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Esame finale anno 2013 • Il Consiglio Generale Pag. 206 • Il podestà Pag. 210  Il sistema di elezione del podestà di Reggio Emilia Pag. 211 1315. IL CASTRUM DI RUBIERA NELLE PROVVIGIONI: UNA SECONDA IPOTESI RICOSTRUTTIVA Pag. 245  La situazione militare: la guerra sul confine occidentale e i problemi della custodia del castrum Pag. 245  Il castrum di Rubiera nel 1315 Pag. 249  Il castello Pag. 251  Le torri della cinta muraria del castrum Pag. 254  Le fosse ed altri provvedimenti Pag. 262
more » ... vvedimenti Pag. 262  La provvigione del 15 dicembre del 1315 Pag. 265  I lavori nel castrum 12 Schmiedt G., "Le fortificazioni altomedioevali in Italia viste dall'aereo" in "Atti della XV settimana di studi del Centro Italiano di studi sull'Alto Medioevo (30 marzo--5 aprile 1967)", pag. 859. 13 Schmiedt G., "Città e fortificazioni nei rilievi aerofotografici" in "Storia d'Italia", Vol. V Einaudi, Torino, 1973. 14 Fasoli G., " Feudo e castello", in "Storia d'Italia", Vol. V Einaudi, Torino, 1973. quello che non è più rintracciabile. Un'annotazione davvero significativa e molto preziosa riguarda invece l'indicazione, al momento della pubblicazione dell'opera 47 , dello stato dei castelli, del loro livello di manutenzione e del tipo di proprietà --se pubblica o privata --segnalato nella maggior parte delle schede. Queste informazioni, il più delle volte inserite alla fine di ogni descrizione, rappresentano --a quarant'anni dalla pubblicazione del volume --dati rilevantissimi per gli studiosi di castelli, in quanto fissano nero su bianco una memoria che, sebbene recente, il più delle volte sembra più difficile da rintracciare rispetto a quella lontana, proprio perché così vicina nel tempo da sembrare quasi superflua. Nonostante l'opera possa sembrare in apparenza compilatoria e chiaramente indirizzata all'analisi degli aspetti architettonici del fenomeno castellano trascurando tutte le altre problematiche correlate, siamo di fronte ad un buon lavoro di sintesi e di elaborazione, che non si può e non si deve certo trascurare e, soprattutto, che non ha avuto ancora, con la sua impostazione su tutto l'ambito regionale, né un proseguo né un aggiornamento negli anni successivi al 1981, anno della sua seconda edizione. Si tratta di volume di ampio respiro e di notevoli dimensioni, che non si propone certo di esaurire l'argomento, ma vuole soprattutto descrivere un fenomeno e segnalare l'entità sorprendente di un patrimonio che, anche allora, rischiava in molti casi di essere disperso o dimenticato, aprendo la strada a quello che sembra un vero e proprio genere che, negli anni successivi, vedrà pubblicati dalla stessa casa editrice per l'Italia settentrionale diversi volumi dedicati ai Castelli del Piemonte 48 , a quelli della Valle d'Aosta 49 ed a quelli del Trentino 50 . Il Perogalli fece certamente scuola. Nel 1983 venne infatti pubblicato il volume di Carmen Artocchini "Castelli Piacentini" 51 , un'opera di notevole consistenza non soltanto in termini descrittivi ma anche in termini di patrimonio di castelli censito che, nell'impostazione generale, si rifà pienamente al percorso culturale inaugurato a suo tempo dai volumi sui castelli della Romagna e proseguito poi dal Perogalli con una differenza fondamentali però: qui la schedatura non comprende soltanto i castelli ancora in piedi o ridotti a rudere, ma anche quelli scomparsi e 47 L'autore precisa, a pag. 4, che "Lo stato dei fortilizi esposto nelle schede si riferisce agli anni fra il 1965 ed il 1971, ma nella maggior parte agli ultimi due. Altrettanto vale per le foto". 48
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