Recensione a Mimesis 2014

Marco Deodati, Di Carta
unpublished
Nel 1930, nella Théorie de l'intuition dans la phénoménologie de Husserl, Levinas affermava che la portata dei problemi costitutivi husserliani, e dunque della stessa fenomenologia, «supera la teoria della conoscenza» (trad. it. p. 146). Nell'ultimo decennio, la pubblicazione di alcuni corsi di lezioni e di manoscritti di Husserl (dal volume XXXVIII dell'Husserliana Einleitung in die Ethik. Vorlesungen Sommersemester 1920/1924, apparso nel 2004, a Verstand, Gemüt und Wille. Studien zur Struktur
more » ... tudien zur Struktur des Bewusstsein, di imminente uscita) ha reso ancora più evidente questa eccedenza, rinforzando l'idea di una irriducibilità della fenomenologia alla problematica teorico-conoscitiva. Il nuovo studio di Marco Deodati, che non a caso prende l'avvio proprio da una citazione di Levinas (tratta da La ruine de la représentation), trova in questa irriducibilità il suo presupposto teoretico. Attraverso un fitto lavorio sui testi, l'Autore si propone infatti di liberare il potenziale etico delle analisi husserliane della struttura di coscienza. Ma non è tutto. Il lavoro di Deodati evidenzia anche l'inevitabile contraccolpo che l'indagine compiuta da Husserl in ambito etico-pratico finisce per avere sulla teoria della costituzione e, dunque, sulla stessa fenomenologia. L'interesse delle ricerche sul sentimento e sul volere non risiede infatti-sottolinea l'A.-nel loro rappresentare «un campo a latere di applicazione del metodo fenomenologico», bensì proprio nel loro intervenire «attivamente a decostruire, dislocare e rimodellare in profondità la questione della costituzione nel suo complesso» (p. 71). Portando l'attenzione su questo significato delle analisi della sfera emotiva e volitiva, Deodati ha pertanto il merito di contribuire a scongiurare l'equivoco, che sempre si ripropone, secondo il quale la fenomenologia sarebbe una scienza indifferentemente applicabile a diversi campi o regioni del mondo.
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