rivista on-­-line del Seminario Permanente di Estetica anno V, numero 2 pag. 187 Viaggio sulla linea dell'Aîon La spazializzazione del tempo in Robert Smithson

Anna Longo
unpublished
Organizzazione spaziale del presente e spazializzazione del tempo senza presente Le immagini sono delle organizzazioni spaziali bidimensionali dove i vari elementi si di-spongono gli uni rispetto agli altri. Sono queste opposizioni, queste tensioni, che le ren-dono leggibili come strutture simboliche della realtà. Tuttavia quest'organizzazione, nel-la quale tutti i segni acquistano un senso posizionandosi reciprocamente, funziona a condizione che sussista una concezione cronologica del tempo.
more » ... logica del tempo. La possibilità teorica di quest'organizzazione sintattica, semantica, pragmatica e simbolica presuppone la possi-bilità del tempo presente, ovvero di un intervallo che precede e segue altri intervalli, di una sezione di movimento che viene isolata da altre: indichiamo con il termine Chronos questa temporalità. Cercheremo allora di mostrare quale organizzazione e quale perce-zione estetica siano richieste in un'altra concezione del tempo, dove il presente non sus-siste e dove il movimento degli oggetti non può essere bloccato nelle posizioni e nelle tensioni spaziali costitutive dell'immagine. Si tratta della temporalità dell'evento e del divenire, quella che Deleuze, rifacendosi alla filosofia stoica, chiama Aîon. Prenderemo quindi in esame The Monuments of Passaic di Robert Smithson al fine di esemplificare le coordinate estetiche richieste da un'opera che schiva le regole di organizzazione spaziale dell'immagine presente e che abbraccia la temporalità dell'evento e del divenire. Tutta-via, prima di addentrarci in tale questione, è forse il caso di ricapitolare la temporalità nella quale vive un'immagine tradizionale, nella quale si struttura e si offre alla perce-zione. Un'immagine, nel senso comune del termine, è un presente che si offre come tale al-la coscienza e che si costituisce nel fremito di un equilibrio energetico di forme, di signi-ficanti, che si strutturano sintatticamente per l'eternità. L'informazione contenuta in Anna Longo, Viaggio sulla linea dell'Aîon pag. 188 un'immaginearticolata grazie all'organizzazione spaziale degli elementi che la com-pongono, in alto e in basso, a destra e a sinistra, sopra e sotto gli uni rispetto agli altrisi rivela in un presente percettivo e presuppone che solo il tempo presente sia reale. L'immagine non è la realtà ma una sua presentazione codificata che funziona cristalliz-zando un processo per fissarlo in una struttura dotata di specifiche regole sintattiche. Un'immagine, nel senso tradizionale del termine, blocca un movimento per offrirlo in una situazione presente e decodificabile. Ora, questo presente può implicare una certa durata, esso può essere più o meno dilatato a seconda dei casi: per esempio, una foto-grafia di Cartier Bresson consiste in un momento occasionale colto tra un prima e un dopo molto ravvicinati; un dipinto della serie delle cattedrali di Chartres di Monet, inve-ce, si dilata fino a comprendere e a portare in presenza tutto il tempo tra la rappresen-tazione precedente e quella successiva, le quali corrispondono alle diverse fasi della luce del giorno. Un'immagine, come presente, si differenzia dagli altri presenti in virtù della propria struttura spaziale unitaria, che sintetizza e offre una certa durata in un unico at-to percettivo. Ogni presente implica una serie di presenti precedenti e una serie di pre-senti successivi, tutti determinabili e distinti come altrettanti intervalli o sezioni del mo-vimento. L'immagine, quindi, sussiste soltanto a condizione che si dia una certa conce-zione del tempo, dove unicamente il presente gode di una realtà effettiva, dove il passa-to è conoscibile solo se offerto nella memoria come un presente, e dove il futuro è pre-visto e calcolato a partire dall'attualità. È in virtù di certe leggi che i fatti ricorrono in maniera uniforme rendendo possibile la rappresentazione del passato e la previsione del futuro. La temporalità cronologica, infatti, implica l'idea della permanenza, dell'identità e della ciclicità: benché passi attraverso una serie di modificazioni, distinte come altret-tanti intervalli in successione, un oggetto resta riconoscibile in quanto tale, esso perma-ne nella sua identità nel corso di un ciclo di variazioni possibili. È in questo contesto che un'immagine può definire un blocco di spazio/tempo preciso, ovvero una delle fasi di un movimento regolare che si distingue da altre relative allo stesso oggetto, o allo stesso gruppo di oggetti che si trovano nello stesso luogo. Tale blocco, estratto dal divenire e offerto come un presente cristallizzato, si costruisce grazie alla sintassi precisa delle im-magini, grazie al gioco delle posizioni relative degli elementi: in alto e in basso, a destra e sinistra, davanti e dietro l'uno rispetto all'altro. La concezione del tempo nel quale un'immagine si struttura come presente più o meno esteso è quella che Deleuze indica come Chronos opponendola ad Aîon, la temporalità dell'istante che non cessa di divider-si tra passato e futuro. Anna Longo, Viaggio sulla linea dell'Aîon pag. 189 Chronos è il presente che solo esiste e che fa del passato e del futuro le sue due dimensioni provviste di direzione, tali per cui si va sempre dal passato al futuro, ma man mano che i pre-senti si succedono nei mondi o sistemi parziali. Aîon è il passato--futuro in un'infinita suddivi-sione del momento astratto che non cessa di scomporsi nei due sensi contemporaneamente, schivando per sempre ogni presente. (Deleuze [1969] : 95) Chronos e Aîon sono due termini con cui i greci indicavano il tempo, d'altronde le va-rie ricerche condotte al fine di precisarne il senso e il significato hanno dimostrano che tali termini non sono impiegati in maniera coerente lungo tutto il corso della storia della filosofia antica e spesso nemmeno nell'opera di un singolo autore. Come spiega Gabriele
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