Polibio e gli imperi (Filippo V, Cartagine e altri paradeigmata)

John Thornton
2013 Dialogues d histoire ancienne  
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Non era stata tale, d' altra parte, e non si sarebbe potuta assimilare all' epidittica né la storiografia di Democare, il combattivo nipote di Demostene che aveva accusato con parrhesia Antipatro e Demetrio del Falero 2 , né quella di Filarco, che Plutarco poté assimilare all' oratoria giudiziaria per il carattere della narrazione del confronto fra Arato di Sicione e Cleomene III: καθάπερ ἐν δίκῃ τῇ ἱστορίᾳ τῷ μὲν ἀντιδικῶν διατελεῖ, τῷ δὲ συναγορεύων (Arat. 38, 12). Disposto anche lui a misurarsi nel tribunale della storia, davanti alla giuria dei lettori, Polibio assunse la difesa di Arato, sforzandosi di dimostrare 1 Desidero ringraziare l' amica Maria Teresa Schettino e Antonio Gonzales per lo stimolante invito a partecipare alla rencontre, e per la calorosa ospitalità a Mulhouse e Strasburgo. La relazione, pubblicata qui con qualche lieve ampliamento e un corredo di note assai contenuto, riprende e sviluppa quella già presentata nell' ottobre 2008, a Firenze, al Convegno internazionale di studio Scrittori antichi e imperi moderni, organizzato dal professor Paolo Desideri, e rientra in una più ampia indagine sulla dimensione politica dell' opera di Polibio. 2 Cicerone Brutus 286; Polibio XII 13, 7-9. © Presses universitaires de Franche-Comté | Téléchargé le 20/12/2020 sur www.cairn.info (IP: 207.241.231.83) © Presses universitaires de Franche-Comté | Téléchargé le 20/12/2020 sur www.cairn.info (IP: 207.241.231.83) DHA Supplément 9 132 John Thornton la falsità della versione di Filarco; e dispiegò un dominio delle tecniche retoriche non inferiore rispetto al suo rivale 3 . L' educazione retorica pervade infatti la cultura di Polibio, che è capace di impiegare con naturalezza le lezioni apprese alla scuola dei retori non solo nella polemica con i suoi predecessori 4 , ma anche nelle trattative con le autorità romane e di fronte alle assemblee achee. Al tempo della terza guerra di Macedonia, persuase i suoi connazionali a votare per la restituzione degli onori al re di Pergamo Eumene II 5 ; e più tardi, al termine della guerra acaica, difese con successo gli onori di Filopemene davanti alla commissione senatoria che collaborò con Lucio Mummio 6 . Prestare attenzione alla dimensione retorica della formazione di Polibio (e dei suoi lettori contemporanei) potrà consentire di intendere, spero, il senso più profondo anche delle considerazioni di Polibio sugli imperi. In questa relazione, ci si interrogherà dunque sulla dimensione performativa delle Storie: si tenterà cioè di indagare gli obiettivi perseguiti dall' autore attraverso il sapiente ricorso alle armi della retorica 7 . L' opera che meglio può contribuire a illuminare le strategie retoriche adottate nelle Storie, perché più sembra potersi avvicinare al ' manuale' su cui studiò Polibio, è senza dubbio la Rhetorica ad Alexandrum. Nella sua trattazione dei paradeigmata, definiti πράξεις ὅμοιαι γεγενημέναι καὶ ἐναντίαι ταῖς νῦν ὑφ' ἡμῶν λεγομέναις 8 , l' autore spiegò la natura di quelli ἐκ τῶν ἐναντίων, prevedibilmente, con un esempio: λέγω δ' οἷον ἐὰν ἀποφαίνῃς τινὰς πλεονεκτικῶς τοῖς συμμάχοις χρωμένους καὶ διὰ τοῦτο λυθεῖσαν αὐτῶν τὴν φιλίαν καὶ λέγῃς· « ἡμεῖς δέ, ἂν ἴσως καὶ κοινῶς πρὸς αὐτοὺς προσφερώμεθα, πολὺν χρόνον τὴν συμμαχίαν φυλάξομεν » (Rhetorica ad Alexandrum 8, 12). Sono solo poche righe, sufficienti però ad attestare come già a un livello cronologico anteriore a quello di Polibio fosse comunemente ammesso che la menzione di casi -esempi, appunto, paradeigmatain cui l' arroganza nei confronti degli alleati aveva portato alla dissoluzione dell' amicizia 3 J. Thornton, Tragedia e retorica nella polemica sulla presa di Mantinea (Polibio II, 56-58), in M. Mari e J. Thornton (a cura di), Parole in movimento. Linguaggio politico e lessico storiografico nel mondo ellenistico. Atti del Convegno Internazionale, Roma, 21-23 febbraio 2011, Studi Ellenistici, XXVII, a cura di B. Virgilio, Pisa-Roma 2013, p. 353-374. 4 J. Thornton, Oratory in Polybius' Histories, in K. Tempest and Chr. Kremmydas (ed. by), Hellenistic Oratory: Continuity and Change, Oxford 2013, p. 21-42; ma naturalmente vd. già, con prospettiva assai più ampia, M. Isnardi, Τέχνη e ἔθος nella metodologia storiografica di
doi:10.3917/dha.hs90.0131 fatcat:akuyscqo7vglnbrknqjyyhmssy