Prospettive cliniche e sociali

Narrare I Gruppi
2008 Anno III   unpublished
note sul cinema Io, l'altro, regia di M.Mellitti, Italia, 2006, 80 min. Io, l'altro è un esempio di cinema minimal, girato con un budget limitato rispetto allo standard abituale che, al di là del valore estetico dell'opera, ci dimostra chiaramente come le idee, spesso, riescano ad esprimersi ben al di là dei mezzi economici. Le ascendenze artistiche della pellicola risalgono e si riallacciano a un cinema no-made, segno distintivo di Mohsen Melliti, che nel linguaggio cinematografico, dal forte
more » ... grafico, dal forte impatto visivo, ritrova le proprie radici e le risorse ataviche, primarie, della propria tradizione artistica. La sua messa in scena sprigiona la sensualità del mondo arabo, traboccante di colori e di contrasti, che pare una caratteristica inevitabile an-che nelle pagine dei suoi testi scritti. Un cinema mediterraneo, dove lo straordinario attore siciliano Giovanni Martorana porta, nel ruolo di Youssef, dettagli fisici fortissimi, capaci di comunicare allo spet-tatore il dramma dell'esilio, le difficoltà dell'integrazione, la perdita dell'identità e l'incontro / scontro con l'Altro. Sui toni di una personalissima declinazione del concetto di realismo, si dipana una storia icastica e straziante, che passa anche attraverso l'aspro naturalismo della foto-grafia di Maurizio Calvesi. La vicenda, la claustrofobia di un incubo nato da una giornata come tante, viene raccontata nell'arco di un tempo lineare, definito e ritmato dal succedersi del giorno e della notte. A questo mood iperrealistico contribuisce anche l'uso del dialetto sici-liano inserito nei dialoghi, unica realtà linguistica utilizzata dal regista come stru-mento con cui raccontare le vicende, un tessuto linguistico interrotto solo dall'italiano della voce in radio. Di questo film, passato quasi in sordina in poche sale cinematografiche, si è poco dibattuto, nonostante il fatto che siano state toccate alcune tematiche di un'attualità disarmante. "Due uomini, una nave, un sospetto" potrebbe esserne il sottotitolo. La trama è semplice, la scenografia esclusivamente naturale, la durata breve. Giuseppe e Youssef sono due pescatori che trascorrono le loro giornate su una pic-cola imbarcazione, comprata insieme per rivendicare un'attività in proprio, dopo tanti anni trascorsi alle dipendenze di un padrone non propriamente onesto. Ma sono, anche e soprattutto, due amici. Giuseppe è siciliano, Youssef tunisino: "fratelli nella vita"-si dicono-uniti persino dal nome, oltre che dal destino. Finché, un giorno, una notizia ascoltata alla radio cambierà tutto. note sul cinema
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