LE PRINCIPALI IPOTESI SULL'ISOSTASIA

C. AQUILINA
1952 Annals of Geophysics  
Sin dal tempo di Newton si era notato il comportamento anomalo della deviazione della verticale nelle vicinanze di masse superficiali di notevoli dimensioni. Bouguer aveva segnalato il fenomeno e Maskelyne aveva riprese le considerazioni del precedente. Si era concluso sulla esigua densità delle Cordigliere rispetto a quella media terrestre. Ma a Pratt, arcidiacono di City Deep, poi di Calcutta, si deve ( 18551 la ipotesi della presenza di una superfìcie di compensazione ad una certa profondità
more » ... na certa profondità sotto il livello medio del mare. Teoria di Pratt. Secondo questo autore, che aveva a ragione criticato il procedimento seguito da Everest nel compensare la differenza trovata fra le latitudini astromiclie e geodetiche delle stazioni di Kanliapur e Kaliana, della triangolazione indiana, era necessario trovare una spiegazione per questo scarto. Non riporteremo qui il ragionamento, le conclusioni, le dispute, cose tutte consacrate alla storia di questo campo della scienza e ci limiteremo a riportare i caratteri generali della teoria enunciata da questo scienziato. Essa può essere espressa nella semplice forma seguente. Ad una profondità ipotetica data, e da considerarsi costante, si trova una superficie al di sopra della quale le masse, per tinità di area, (che su di essa insistono) sono in ogni punto uguali. È come asserire che, lungo la verticale, le montagne hanno subito una dilatazione, gli avvallamenti oceanici, una contrazione. È verificata dunque la legge di dipendenza della densità di ciascun blocco elementare, vedi fig. 1, dalla sua altezza h sul geoide o dalla sua profondità p sotto la superficie marina. Il difetto di densità segnalato nei blocchi tipo 1, 2, 3, o l'eccesso di essa in quelli tipo 4, 5, 6, 7, rispetto a quella media che si riscontra in quelli tipo 8, ha termine sulla superficie di compensazione. (*) Comunicazione presentata al Convegno dell'Associazione Ceofisica Italiana, tenuto a Roma il 10-11 giugno 1952. 368 C. AQUILINA
doi:10.4401/ag-5850 doaj:4b3b03da102a4936a58da2d8a8a30858 fatcat:2tgjvdyrjfhtxjzzxxlxgkzo5a