H-ermes. Journal of Communication Il linguaggio del giornalismo politico: un po' short, un po' smart

Massimo Arcangeli
2014 J. Comm   unpublished
The language of the political journalism: some short, some smart. This paper aims to highlight the changes that Web, adding itself to the traditional media, has produced in the language of the Italian journalism. Above all, it's a matter of changes in the content structure, more and more characterized by a decrease of filters and checks, and by an increase of immediacy produced by personal share and mutual journalistic model. In order to identify and analyze these changes, we have examined the
more » ... have examined the headlines of the articles concerning the Pdl split-happened between September and October 2013-which hit the headlines of ten important Italian newspapers. As a result we can observe the use of a conversational journalistic language, characterized by expressive flair and immediacy. Dalla politica "mediata" alla politica "immediata": le prime pagine dei giornali italiani. C'era una volta il giornalismo mediato (dai giornali, dai radiogiornali, dai telegiornali). Non mi riferisco tanto alle modalità di trasmissione delle notizie, perché i mezzi di un tempo-carta stampata, radio e tv-sopravvivono ancora: la Rete non li ha sostituiti, e non li rimpiazzerà tanto presto (ammesso che ci riesca, e i suoi concorrenti non subiscano invece una metamorfosi adattativa), ma si è semplicemente aggiunta a loro. Mi riferisco piuttosto alla strutturazione dei contenuti, sempre meno soggetti ai filtri, ai controlli, all'intermediazione del reale (linguistico, sociale, culturale, ecc.) e sempre più aperti alla disintermediazione prodotta dall'apporto personale e dalla reciprocità dei modelli giornalistici abbracciati. Dalla piroletta all'alfetta Dell'anno appena trascorso, in Italia, ricorderemo soprattutto la resa dei conti (e le sue conseguenze politiche) tra l'ala dura e l'ala moderata del Pdl, minacciosamente proiettatasi sullo scontro verbale, in una memorabile puntata di "Ballarò" (1° ottobre 2013), fra Alessandro Sallusti e Fabrizio Cicchitto. Il direttore del "Giornale", provocatorio ma un po' prevedibile, recita ormai da (Daniela) Santanchè, perfettamente ricambiato; il capogruppo del Pdl alla Camera, per la prima volta dopo anni di berlusconismo duro e puro, è parso ispirato da un pensiero critico degno della sua lunga militanza politica. Ma lascio direttamente parlare, per il momento clou dello scontro, i titoli
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