Organigramma Direttore responsabile Comitato editoriale Comitato di redazione Antropologia e Società II * Studi in onore di Vincenzo Spera Sommario

Generoso Direttore, Salvatore Abbruzzese, Consiglio Scientifico, Salvatore Amato, Nicola Antonetti, Ester Capuzzo, Marco Miletti, Manuel Pelàez, Alberto Vespaziani, Rosanna Alaggio, Giovanni Cerchia, Giuseppe Fidelibus (+32 others)
2017 unpublished
VINCENZO SPERA. ELENCO CRONOLOGICO DELLE PUBBLICAZIONI 7. RICERCHE 0. Mario Atzori, Ricerche e interventi dell'Università di Sassari nella regione del Mayo-Kebbi nel Ciad meridionale 16 Alfonsina Bellio, Fede in download. Profeti contemporanei e internet 44 Mario Bolognari, Confraternite in Sicilia, oggi. Modernità e globalizzazione di una istituzione sociale complessa 60 Jocelyne Bonnet-Carbonell, Les espèces végétales du sud de l'Europe, un habitat privilégié de l'esprit des morts 81 Ottavio
more » ... s morts 81 Ottavio Cavalcanti, Note sulla santità popolare. Frammenti di riflessioni a più voci 90 Giuseppe Di Palo, Il ricco puzzle de I Mesi di Cercepiccola 97 Paolo Iagulli -Lorenzo Scillitani, Dal Pensiero selvaggio al Sistema di politica positiva: riproporre tutto Lévi-Strauss per rileggere tutto Comte 139 A seguire: Auguste Comte, Sistema di politica positiva. Capitolo 2. Teoria positiva dell'età feticistica, ovvero esame generale del regime spontaneo dell'umanità 147 Luigi Maria Lombardi Satriani, Et clamor meus ad te veniat 186 * La prima parte di questa miscellanea, che ha preso il titolo di Antropologia e Società I. Studi in onore di Vincenzo Spera, è stata pubblicata nell'edizione Anno II -n.3/Ottobre 2016 di NuovoMeridionalismoStudi. Donato Loscalzo, Il canto delle Muse e il canto delle Sirene 191 Antonio Mancini, Zingari nel Mezzogiorno d'Italia. Dinamiche migratorie e aspetti comunitari 198 Manuel Mandianes, Las estrellas de fútbol, mitos postmodernos 216 Gilberto Marconi, L'antropofania (Protev. 19,2) 219 Ferdinando Mirizzi, Le tradizioni popolari da pratiche sociali a patrimoni culturali. Maschere e Carnevali lucani nelle ricerche di Enzo Spera 227 Raffaele Nigro, Dal realismo all'immaterialità nella Lucania di Albino Pierro 243 Maria Margherita Satta, Diversità e identità nei media sardi 249 Pietro Sisto, Un documento inedito sul Carnevale di Putignano e sulle "maschere colle zappe" (1826). Quando sulle "Propaggini" scorreva il sangue 260 Federica Tronca, Il mondo moderno attraverso le Lezioni giapponesi di Lévi-Strauss 263 NOTA DI CHIUSURA 000. Giuseppe Di Palo (cur.), Il Porto di Napoli e chi vi lavora. Fedarlinea e i suoi associati 276 AUTORI 285. REGOLAMENTO E CODICE ETICO 287. NORME PER I COLLABORATORI 289. 4 Anno III -n. 4/Aprile 2017 EDITORIALE di Rosanna Alaggio, Antonio Mancini e Lorenzo Scillitani Sociologi, storici, antropologi, filosofi, intellettuali, rappresentanti di diversi ambiti culturali e disciplinari, hanno voluto partecipare a questa raccolta di studi pensata dai colleghi dell'Università del Molise in riconoscimento della lunga e prestigiosa carriera accademica di Vincenzo Spera. Questo numero raccoglie saggi di storia religiosa, risultati di ricerche sul campo, riprese di autori classici -come le pagine di Comte sul feticismo, per la prima volta integralmente tradotte in italiano -, riflessioni epistemologiche sui processi di patrimonializzazione e definizione del Patrimonio culturale immateriale, e insieme nuove letture di documenti legati alle tradizioni popolari. Temi ricorrenti anche nel percorso scientifico di Vincenzo Spera, in buona parte ne riflettono gli interessi scientifici, la vivacità culturale e l'approccio interdisciplinare del suo metodo. Uno studioso mai scontato Vincenzo Spera, instancabile sostenitore della ricerca sul campo, dotato di una curiosità energica ma sempre ancorata a quel rigore metodologico che costituisce nucleo solido della sua formazione, oltre che espressione autentica della sua indole di ricercatore. Se dovessimo individuare il carattere distintivo della sua personalità scientifica, certamente dovremmo cercarlo nel suo attaccamento alle "origini", a quelle radici storico-culturali di cui è sempre andato in cerca e di cui spesso è riuscito a svelare il senso più recondito. Il segno che unisce in un discorso organico tutta la sua produzione scientifica è proprio nel profondo legame con la gente del Sud. Leggendo i suoi scritti tornano in mente le parole di un discorso parlamentare di Giustino Fortunato, quando rivendicava con forza l'intima relazione con la sua terra: «la conosco palmo palmo, l'ho più volte girata da un capo all'altro, l'ho studiata, ne ho amorosamente evocato il segreto» (Il Mezzogiorno e lo Stato Italiano. Bari. 1911. vol. I: 55). E proprio di questo "segreto" Vincenzo Spera si è messo in cerca, fin dall'inizio della sua carriera, ripercorrendo gli itinerari di Ernesto De Martino e di Carlo Levi, impegnandosi per decenni in campagne di rilevazioni in Basilicata, Puglia, Molise, Umbria, Calabria, Campania. Indagando sui culti arborei, le feste del "Maggio", le forme devozionali connesse ad alcuni importanti santuari della Puglia, della Basilicata, della Campania e del Molise, rilevando i rituali della mietitura, i cerimoniali dei comparatici infantili e le pratiche della terapia popolare per la cura dell'ernia. Ha sempre proposto nuove linee interpretative, approfondendo le dinamiche di trasformazioni e contestualizzando i processi di reinvenzione connessi con il lungo svolgimento di queste manifestazioni culturali. Da questo "viaggio" nel Sud, la riscoperta e la scoperta di aspetti inediti di un entroterra agricolo e pastorale che stava scomparendo sotto il peso dello spopolamento delle aree interne, di quei processi di inurbamento innescati da politiche di sviluppo che soltanto in seguito avrebbero dimostrato tutto il loro drammatico fallimento. Interi comparti di un patrimonio di conoscenze, di manifestazioni e vocazioni culturali sarebbero stati inconsapevolmente sacrificati in nome di
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