"Il sapore del Vecchio Testamento": Wise Blood di Flannery O'Connor SAGGI

Luciana Pirè
unpublished
Scontroso e diffidente, Haze Motes viaggia nel treno che lo riporta, dopo il conge-do dall'esercito, al suo paese, Eastroad, Tennessee. Non torna a casa perché non ha una casa. Aggressivo con gli estranei, laconico, non ride mai; si trova poco a suo agio in un mondo che sembra continuare a opprimerlo con la sua inesauri-bile ostilità. Aver subìto la chiamata alle armi, e dover in treno ancora subire le chiacchiere invadenti di una donna seduta di fronte a lui, alimenta una ridicola ma
more » ... dicola ma indissolubile complicità tra l'escluso e gli altri, che lo torturano. Haze reagisce, quasi sempre sotto l'effetto di impulsi mal giustificati, innescando equivoci e pro-ducendo monologhi idiosincratici, più che scambi verbali ed efficace interazione. Già condannato dal suo nome 1-alla maniera dei "caratteri" fissi di Dickens-a una doppia staticità (mentalmente nebuloso e arcaicamente biblico), manifesta la sua dissonanza con il reale nell'evidente impaccio fisico: una ripetitività meccanica e prevedibile, come nei gesti e movimenti delle comiche di Oliver Hardy (Ollio), nato in una casa poco distante da quella di Flannery O'Connor. La faccia di Haze ha un'aria "fragile come se fosse stata rotta e riaggiustata alla meglio"; si muove a scatti, quasi fosse "sorretto da una fune [...] appesa al soffitto"; 2 quando scende dal treno per prendere una boccata d'aria, il treno riparte senza di lui, mentre il cappello gli vola via e deve rincorrerlo; entra in un negozio per sostituire la divisa militare e ne esce indossando un abito di un turchino abbagliante, con il cartellino del prezzo ancora attaccato; se si arrotola una sigaretta, puntualmente gli cadono dalle mani il tabacco e le cartine; attraversando una strada, ignora il semaforo ros-so e l'assordante stridore dei freni, accompagnato dalle urla degli automobilisti; al momento di acquistare un'automobile, si fa rifilare un catorcio color topo smorto, privo del sedile posteriore, uno sportello legato con una corda, il serbatoio che perde e il clacson muto. Automatismo, rigidità, innaturalezza, distrazione: ecco gli elementi per cui Haze ci fa ridere nella sostituzione dell'artificiale al naturale, come se il corpo fosse per lui materia inerte. "Appena il lato fisico interviene, biso-gna temere un'infiltrazione comica" argomenta Henri Bergson, dal momento che, dentro una ben definita e vincolante realtà, "chiunque si isola si espone al ridicolo, perché il comico in gran parte è fatto di tale isolamento. Così si spiega che il comi-co è così spesso conforme ai costumi, alle idee e, per tagliar corto, ai pregiudizi di una società". 3 Ha soli ventidue anni Flannery O'Connor quando inizia a scrivere Wise Blood (1952), il suo primo romanzo, mentre la terribile malattia genetica le è stata già diagnosticata; eppure, non si sente perversa a mettere in pratica un'empatia non sentimentale, la stessa forma di empatia con cui in quegli anni la molto discussa
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