ASPETTI DELLA FINE DELLA CULTURA PALAFITTICOLO-TERRAMARICOLA

Patrizia Frontini
2011 unpublished
Premessa Alla proposta di classificazione che segue si sono poste come premesse fondamentali due considerazioni riguardanti le caratteristiche della ceramica esaminata e lo scopo della tipologia. La ceramica del BM-BR è una ceramica fatta a mano in abitati di un´area piuttosto vasta per un lungo periodo. Nel modellato dei singoli esemplari intervengono dunque variabili non quantificabili quali la mano dell´artigiano, la tradizione cui fa riferimento, la diversità cronologica, oltre a tante
more » ... oltre a tante altre che non siamo in grado di valutare visto che non conosciamo sufficientemente i sistemi di produzione e di trasmissione dei modelli. Benché dunque all´interno dello stesso sito si possano trovare non di rado pezzi quasi identici, chiaramente diversi dagli altri, questa non è la regola. Normalmente si distinguono a prima vista dei gruppi, ciascuno dei quali è chiaramente diverso dagli altri, ma presenta caratteristiche simili al suo interno, accanto ai quali rimangono numerosi esemplari che non si sa a quale gruppo attribuire. Diventa quindi difficile segnare chiare linee di separazione tra un gruppo e l'altro. D'altra parte la tipologia è un mezzo per giungere alla datazione dei tipi, al significato culturale della loro distribuzione geografica e alla comprensione della loro funzione. Senza entrare in una discussione teorica sui metodi di classificazione e sull´opportunità di applicare analisi statistiche alla classificazione di ceramiche modellate a mano, mi limito a richiamare che una tipologia si basa sulla selezione degli elementi morfologici discriminanti per la definizione di un tipo e sulla determinazione del campo di variabilità del tipo. Ho utilizzato come base i tipi già concordemente utilizzati in letteratura e ritenuti validi e ho proceduto alla definizione di nuovi tipi, sottotipi o varietà su base empirica. Tale procedimento è sottoposto, come noto, a diversi rischi, tra cui ricordo: a) l´incidenza del fattore soggettivo nella definizione della similarità morfologica, b) l´elaborazione di una tipologia a maglie troppo larghe o troppo strette, entrambe inadeguate a riconoscere significati cronologici, culturali e funzionali di un tipo, c) il limite difficilmente definibile tra tipi simili. Ho cercato di limitare i fattori di rischio con alcuni accorgimenti: a) assimilare le parti vascolari a forme geometriche e stabilire come criterio di distinzione morfologica significativa l´assimilazione a forme geometriche diverse; b) procedere prima a una tipologia a maglie strette, ossia considerando numerosi elementi morfologici di distinzione, eliminando in seguito quelli meno rilevanti dal punto di vista formale e privi di significato funzionale, cronologico o culturale; c) esplicitare in ogni tipo quali elementi lo distinguono dai tipi simili e classificare come intermedi gli esemplari che rientrerebbero forzatamente nell´uno o nell´altro tipo. Nonostante questi correttori, la tipologia presentata è sottoposta ovviamente a una dose di soggettività inevitabile e ineliminabile. Mi preme tuttavia sottolineare che se una tipologia "funziona" e un esemplare non rientra bene in nessun tipo contemplato, ma appare come intermedio tra due o più, esso sarà comunque cronologicamente e culturalmente vicino ai tipi cui somiglia. Aumentare il numero di tipi, sottotipi e varietà per includere ogni esemplare non migliora necessariamente una tipologia, anzi può portare a una moltiplicazione dei tipi che tende all´infinito e che tradisce quindi lo scopo della tipologia stessa, ossia creare raggruppamenti significativi di morfologie simili. La classificazione presentata di seguito comprende dunque tipi che, dopo una prima analisi, sono risultati significativi o per la distribuzione geografica o per l´attribuzione cronologica al BM 3B e al BR. Sono inoltre presenti alcune anse sopraelevate più antiche, diagnostiche per proporre la suddivisione BM 3A-3B. Schema della classificazione proposta I materiali sono ordinati in insiemi secondo il grado di affinità morfologica. Procedendo da un basso a un alto livello di similarità gli insiemi sono stati denominati: Forma (indicata con una sigla); Famiglia (indicata da un numero); Tipo (indicato da un numero); Varietà (indicato da una lettera); Sottovarietà (indicata da una lettera). Un esemplare definito a livello di sottovarietà risulterà quindi definito da una sigla, due numeri e due lettere. Es: V1.1AB dove, V: vaso (Forma); 1: con corpo a profilo continuo (Famiglia); 1: orlo piatto (tipo); A: semplice (varietà); B: obliquo (sottovarietà). Nelle tavole tipologiche i singoli tipi non sono presentati attraverso disegni che richiamano astrattamente il tipo, ciò che a mio avviso porta a una schematizzazione a scapito della chiarezza, ma attraverso alcuni disegni di esemplari editi e scelti in modo che essi rappresentino interamente il campo di variabilità del tipo. Tav. V. Evoluzione e frequenza dei tipi ceramici. Vasi, impugnature e decorazioni. Criteri di compilazione delle carte di distribuzione di tipi Sulla base cartografica sono indicati tutti i siti attraverso il numero di catalogo corrispondente. Sono evidenziati da un cerchio colorato pieno i siti in cui compare il tipo dato. Si è scelto di indicare il numero assoluto degli esemplari e non il valore percentuale in quanto, in questo secondo caso, nei siti in cui sono noti pochi pezzi l´esemplare unico avrebbe assunto un valore abnorme. Sono compilate di solito carte di distribuzione di tipi, talora di famiglie quando altri lavori analitici hanno esaminato la distribuzione a livelli più fini (p.e. anse cilindro-rette, lobate e rostrate). ANSE CORNUTE (AC) Le anse cornute sono frutto di una elaborazione originale del mondo palafitticolo-terramaricolo. Osservando i caratteri formali delle anse utilizzate tra il Garda e il Po si può seguire dal BA avanzato la ricerca formale che porta alle anse a corna tronche 2 , foggia capostipite da cui deriva, lungo linee evolutive diverse legate a diverse aree geografiche, la fantasiosa gamma di soluzioni note alla fine del BM e nel BR. Le fasi piú antiche dell'elaborazione sembrano svolgersi a nord del Po, coinvolgere l'Emilia a partire almeno dal BM 2 e ancora più tardi l'Italia centromeridionale, dove, a parte pochi materiali riconducibili a forme cornute databili al BM 3, la produzione di anse cornute si afferma nel BR 3 . Durante il BR nell'area in esame sono presenti tipi di anse cornute locali e tipi elaborati più a sud, distinguibili gli uni dagli altri in base alla presenza o meno di antecedenti formali sul territorio, all'area di distribuzione e all'attribuzione cronologica dell'inizio della produzione. Per i tipi ritenuti allogeni è difficile però circoscrivere l'area d'origine, principalmente perché i dati editi sui singoli siti nell'Italia centro-meridionale sono insufficienti all'elaborazione di carte di distribuzione significative. Si aggiunga che l'ampio numero di reperti noti per l'Emilia porta probabilmente alla sovrarappresentazione dei tipi in quest'area. Si è dunque privi di un utile mezzo per ricostruire eventuali vie di contatto tra l'area in esame e le regioni peninsulari. Per la suddivisione in famiglie ho ripreso, con minime variazioni e tralasciando i tipi più 2 V. le piccole modificazioni che intercorrono tra anse a gomito, pizzute, a ascia, a T, a corna tronche. 3 DAMIANI 2010: 324-325. Per una rassegna delle espansioni cornute presenti del BM dell' Italia centro-meridionale si veda COCCHI GENICK et al. 1995, tipi 460, 489, 490, 507, 525.
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