L'esperienza italiana di Manuel Puig: dal cinema alla letteratura

Camilla Cattarulla
2021
La narrativa dello scrittore argentino Manuel Puig (1932-1990) si caratterizza per il suo stretto rapporto con il cinema a livello tematico e formale. Arrivato a Roma nel 1956 per frequentare i corsi del Centro Sperimentale di Cinematografia, dopo un anno abbandona le proprie velleità professionali di diventare regista o sceneggiatore e, come lui stesso affermerà poi in diverse circostanze, grazie all'esperienza romana passa dal cinema alla letteratura quando, durante un secondo soggiorno
more » ... ndo soggiorno romano nel 1961-62, accingendosi a scrivere una sceneggiatura, si ritrova con quello che sarà un capitolo del suo primo romanzo (La traición de Rita Haywoorth, 1968). La sua produzione comprende otto romanzi, ma anche sceneggiature cinematografiche, testi teatrali, saggi critici e racconti. Fra quest'ultimi spicca la raccolta Gli occhi di Greta Garbo (1991). Poco frequentati dalla critica, tali racconti, tutti, tranne l'ultimo, dedicati al cinema italiano, permettono a Puig da un lato di ricongiungersi con le proprie radici famigliari e, dall'altro, di incontrarsi di nuovo con lo studente di cinema che era stato negli anni cinquanta e che, nelle sue lettere alla famiglia, commentava incontri e film visti. Il saggio ripercorre l'esperienza italiana di Puig per poi concentrarsi sulla raccolta Gli occhi di Greta Garbo.
doi:10.13134/979-12-5977-013-4/4 fatcat:xeqsblufnzagrbqwc54tithfmy