I BLOCK STREAM DEL MASSICCIO PERIDOTITICO DI LANZO (ALPI NORD-OCCIDENTALI)

Gianfranco Fioraso, Gianluca Spagnolo
2009 Italian Journal of Quaternary Sciences   unpublished
Il Massiccio Peridotitico di Lanzo (MPL), oltre a costituire una della maggiori masse di rocce di mantello esistenti al mondo, ospita un'eccezionale concentrazione di block stream (157), costituiti da coltri detritiche a grossi blocchi prive di matrice organizzate a formare lingue che in alcuni casi giungono con la propria fronte a sfiorare gli attuali fondovalli. Il MPL, esteso su una superficie di 150 km 2 , è localizzato lungo il margine interno della catena alpina tra la bassa Valle di
more » ... bassa Valle di Lanzo e la bassa Valle di Susa. Il massiccio è suddiviso in tre settori, meridionale (55 km 2 ), centrale (90 km 2 ) e settentrionale (5 km 2 ), separati da due ampie zone di taglio con andamento NW-SE. Altre fasce di deformazione sono localizzate lungo il margine occidentale del massiccio in corrispondenza del contatto con le contigue unità tettoniche della catena alpina. I litotipi affioranti nel MPL sono rappresentati da peridotiti a plagioclasio alle quali si associano subordinate lherzoliti a spinello, harzburgiti e duniti. Le peridotiti costituiscono il nucleo dei tre settori in cui è suddiviso il MPL, mentre procedendo verso le zone periferiche del massiccio le rocce di mantello sono caratterizzate da un progressivo incremento del grado di serpentinizzazione. I block stream, localizzati essenzialmente in corrispondenza delle aree di affioramento delle peridotiti, si estendono complessivamente su una superficie di 14,67 km 2 , pari al 9,8% dell'area occupata dal MPL. I block stream si concentrano nel settore centro-settentrionale del massiccio, mentre a Sud del Monte Arpone il numero e le dimensioni delle lingue detritiche decrescono sensibilmente. La superficie unitaria dei block stream è compresa tra 0,3 e 91,6 ha, a fronte di una lunghezza massima di 2,23 km. Le lingue detritiche hanno uno sviluppo altimetrico compreso tra i 1645 e i 470 m s.l.m., con un dislivello medio di 870 m. La pendenza media della superficie dei singoli fenomeni è compresa tra 13°e 44°; il 76% dei block stream ha tuttavia una pendenza media compresa tra 23°e 32°. La porzione superficiale dei block stream è costituita da una coltre detritica a grossi blocchi priva di matrice con tessitura open-work; la potenza è piuttosto esigua ed è compresa tra 1 e 7 m. I blocchi, da angolosi a subangolosi, hanno un diametro medio variabile tra 0,2 e 1,8 m e sono caratterizzati da una struttura di tipo coarsening-upward. La litologia dei blocchi è rappresentata da peridotiti fresche e/o debolmente serpentinitizzate e, subordinatamente, da serpentiniti e da minime percentuali di rocce gabbriche e basaltiche, chiaro indizio di una provenienza esclusivamente locale dei frammenti rocciosi. Il complesso detritico poggia, tramite un contatto netto ad andamento irregolare, su un materasso di sedimenti eterogenei con tessitura matrix-supported e con uno spessore massimo accertato di 22 m; la matrice è costituita da una miscela di sabbia, silt e argilla montmorillonitica in proporzioni estremamente variabili; subordinatamente sono presenti clasti e blocchi di dimensioni inferiori al metro. La superficie delle coltri detritiche è articolata da dorsali e depressioni ad andamento longitudinale, dorsali trasversali, lobi, depressioni chiude e semiaperte: tali morfologie sono in alcuni casi legate a movimenti gravitativi sviluppati internamente alla matrice e al sovrastante complesso detritico, in altri sono da ricondurre alla rimozione della frazione fine del sedimento ad opera dell'intensa circolazione subdetritica sviluppata all'interno dei block stream. Nel tratto terminale della Valle di Lanzo le fronti dei block stream intersecano a varie quote una serie di unità di modellamento fluviale di età compresa tra il Pleistocene medio e l'Olocene, giungendo in taluni casi a sfiorare l'alveo del T. Stura di Lanzo. Inoltre, la presenza di locali cedimenti osservati su manufatti antropici ospitati sulla superficie di alcune lingue detritiche indica che alcuni block stream risultano tuttora in lenta evoluzione. La localizzazione di queste fenomenologie in corrispondenza degli areali di affioramento del substrato peridotitico rispecchia l'intensità, la durata e le particolari modalità di sviluppo dei fenomeni di alterazione sviluppati a spese delle rocce di mantello, in un'area della catena alpina peraltro risparmiata dal glacialismo pleistocenico. I block stream rappresentano quindi il prodotto dell'interazione tra i fenomeni di degradazione del substrato e i processi di rielaborazione, selezione e concentrazione dei prodotti pedegenetici, con l'ulteriore contributo di fenomeni di creep gravitativo, protrattisi per un considerevole lasso di tempo, presumibilmente già a partire dalle fasi terminali del Pleistocene inferiore. Parole chiave: block stream, peridotite, alterazione, creep, Alpi Occidentali.
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