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Karl Detlev J E S S E N
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Bastino questi cenni a dare un'idea della via per cui 6 incamminata la mente del Martinetti. Egli apporta alcune modificazioni alla filosofia dello Schuppe, che non starò a discutere percl-iè gik credo inaccettabile il punto di partenza. Nè dirò nulla della seconda parte del libro (che mi pare assai p i ì ~ debole della prima), consacrata alla teoria della conoscenza razionale, dove l'autore mira a mostrare, sulla stessa base del principio della conoscenza sensibile, l'obbiettività, sempre
more » ... tività, sempre cosciente, degli elementi razio-nali dello spirito. Già, come questa costruzione vuol essere un'introdu-zione alla metafisica, staremo a vedere la metafisica che ne dovrà dare la giustificazione; e allora si potrà tornare a discorrerne. KAIIL DELLEV JESSEN.-Heinses Stellzing Tzir bildeizden Kzi~zst uizd ilarer Aestlzetik, qug-leilz ein Beitrag-qur Quellenkunde des Ardiizghello.-Berlin, Mayer u. Miiller, 1902 (8.0, pp. XVII-225, nella collezione: Pa-lnestrn, vol. X X I) .-disseminati nelle opere, nelle lettere e negli appunti-sui nostri maggiori scrittori. Pel suo studio dell'arte italiana si giovò degli scrittori nostri, quali 13Alberti, Leonardo, il Vasari, il Condivi, il Dolce, il Lo-inazzo. Sulle opere d'arte italiane, o esistenti in Italia, e sui nostri ar-tisii, con da leggere i suoi giudizii, sempre vivaci, immediati, fortemente espressi, spesso giusti, e a noi simpatici pel loro fresco sapore di moder-nità; alcuni, sotto il riguardo dell'interpretazione storica delle opere, i n «La Critica. Rivista di Letteratura, Storia e Filosofia diretta da B. Croce», 3, 1905
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