Laura Guidi RECENSIONI

Laura Guidi
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Introdotto da Patrizia Cupelloni, il volume è scritto da dodici psicoanaliste, ciascuna delle quali presenta la vita e l'opera di una psicoanalista del passato, a partire dalla prima, in ordine cronologico, Lou Andreas Salomé. Le riflessioni che qui presento sono il frutto di una lettura obliqua-quella di una storica incuriosita da queste dodici donne eccezionali. Non entro dunque, né sarei in grado di farlo, negli appassionati e talora laceranti confronti tra queste dodici scienziate e la
more » ... ità psicoanalitica su temi quali il training del futuro analista, l'evoluzione del rapporto madre-bambino dalla fusione alla differenziazione, i rischi insiti nelle primissime fasi di vita di produrre una futura patologia psichica... Mi soffermerò invece sui molti spunti che vengono da queste dodici biografie in relazione a temi che sono il mio pane quotidiano di storica: il contributo delle donne alla cultura e alla scienza moderne; i processi attraverso cui si definiscono identità di genere e sessualità; i percorsi biografici e intellettuali di donne che, vissute tra fine Ottocento e primi decenni del Novecento, non solo hanno violato codici patriarcali per affermare la propria autonomia e creatività, ma hanno elaborato la propria distanza da quei paradigmi offrendo, attraverso scritture in cui spesso l'autobiografia si incrocia con l'elaborazione teorica, strumenti di critica e di liberazione alla società del loro tempo. Sotto quest'aspetto le vite di psicoanaliste come Lou Andreas Salome o Sabina Spielrein richiamano alla mente quelle di rivoluzionarie come Alessandra Kollontaj, di scrittrici come Virginia Woolf e Sibilla Aleramo. Il mio campo di ricerca, la storia di genere, come più in generale tutti i gender studies, ha un debito nei confronti del pensiero psicoanalitico e di alcune psicoanaliste in particolare. Ad esempio. Joan Scott, forse la più nota teorica del genere come categoria di analisi storica, in un suo celebre saggio del 1985 faceva riferimento a Nancy Chadorow, a Carol Gilligan, a Julia Kristeva (Scott, 2013). Gli studi di genere guardano alle identità, così come alle inclinazioni sessuali non come a dati oggettivi, fissi e biologicamente determinati, ma come l'esito di processi dinamici che si svolgono tra l'individuo e il suo contesto di relazioni. E' una prospettiva che la psicoanalisi ha adottato da più di un secolo, sia pure tra forzature e contraddizioni che, a partire dallo stesso Freud, tendevano spesso a riportare entro schemi patriarcali le potenzialità innovative della teoria e del metodo. Questo elemento misogino in ambito psicoanalitico-e, prima ancora, radicato nella cultura dominante all'epoca dei primi psicoanalisti-è stato criticato dall'interno della
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